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Nel 2019 verrà celebrato il Centenario dalla fondazione della scuola d’arte d’eccellenza tedesca Bauhaus, pietra miliare che portò alla nascita del movimento moderno nella storia delle arti.


Mario Merz - La goccia d’acqua, 1987 - Installation view - Pirelli Hangar Bicocca, 2018

La scuola di architettura, arte e design più importante della Germania, che dette vita ad un movimento di avanguardia e di innovazione , ed i cui insegnamenti sono ancora oggi fonte di ispirazione, mosse i primi passi nella città tedesca di Weimar dal 1919, data della sua fondazione, al 1925. Successivamente si spostò a Dessau, fino al 1932 e poi a Berlino fino alla sua chiusura definitiva, un anno più tardi, a causa dell’avvento del nazismo. Riunire l’insegnamento delle varie arti, scultura, architettura, decorazione, ma anche artigianato e tecnologia sotto l’ala del design: era questo in principio lo scopo fondamentale della scuola.

Dopo cento anni dalla sua fondazione, siamo pronti a rivivere quell’atmosfera magica propria di Bauhaus, caratterizzata da essenzialità e razionalismo: sono infatti in corso i lavori di preparazione e di rinnovo per il centesimo anniversario, e tutta la Germania freme per l’eccitazione. Tante le mostre, i congressi, gli eventi per celebrare l’importanza della scuola nell’arte e le personalità che lì vi insegnarono. L’anno nuovo inizierà con il festival d’apertura che si terrà a Berlino all’Akademie der Kunste dal 16 al 24 gennaio sotto la direzione artistica di Bettina Wagner-Bergelt.


Dessau Bauhausköpfe (aus dem Bauhaus-Fotoalbum von Fritz Schreiber) - Stiftung Bauhaus Dessau

I tre festival che si svolgeranno nell’arco di tutto l’anno 2019, presenteranno in chiave contemporanea la filosofia del Bauhaus del passato. Il primo dei tre, che si terrà dal 20 al 24 marzo è il Festival School Fundamental, un festival di apprendimento, che racconterà i metodi di insegnamento e la didattica. Dal 31 maggio al 2 giugno, si svolgerà il Festival Architecture Radical, ambientato nello storico ufficio di lavoro di Walter Gropius, come simbolo di un cambiamento sociale. Dal giorno 11 al giorno 15 settembre, avrà luogo il Festival Stage Total, dove verrà messa in scena la rappresentazione dell’opera Violet di Wassily Kandinsky: il teatro tradizionale viene rivisitato in un’ottica innovativa con nuove tecniche di espressione.

Il 2019 sarà anche l’anno in cui vedranno la luce due nuovi musei: il 6 aprile aprirà il Bauhaus Museum a Weimar, con il progetto di Heike Hanada, mentre l’8 settembre verrà inaugurato il nuovo Bauhaus Museum a Dessau che ospiterà la collezione della Fondazione Bauhaus, ideato da Gonzalez Hinz Zabala.

Per il programma completo degli eventi, occorre scaricare il documento in formato pdf al link: https://www.bauhaus-dessau.de/dl/427703c01d07142faf3374333ea7a6ba/SBD_Bauhaus_Centenary_2019.pdf


Bauhausgebäude DessauWalter Gropius (1925–26), Westseite - Tadashi Okochi © Pen Magazine, 2010, Stiftung Bauhaus Dessau

Nella celebrazioni dei 100 anni di Bauhaus, verrà data anche molta rilevanza al ruolo della figura femminile: le donne, in quell’epoca in Germania, vivevano anni difficili, dove la parità di genere era una conquista ben lontana, anche se il fondatore della scuola Walter Gropius aveva dichiarato che non ci doveva essere “alcuna differenza tra il sesso più bello e quello più forte”. Tante donne avevano fatto richiesta di iscrizione alla scuola, ma alla maggior parte di esse fu negato l’accesso ai corsi, e furono quindi rilegate al laboratorio di tessitura. Tra queste c’era Anni Albers, che trovò nella tessitura la sua propria forma d’espressione: questa disciplina le permise di diventare una talentuosa designer tessile. Alle sue opere è dedicata una mostra alla Tate Modern, dove sono presenti i suoi telai originali, le sue idee rivoluzionarie, i suoi progetti nel mondo del design, come lei reinventò la tradizionale tessitura a mano in chiave moderna: un’occasione assolutamente imperdibile per sapere di più sull’enorme contributo dato dalla pioniera artista tessile. La mostra sarà aperta fino a gennaio 2019.


Marcel Breuer with his Harem (from l. to r.: Marcel Breuer, Martha Erps, Katt Both, Ruth Hollos) 1926 - Stiftung Bauhaus Dessau (Besitz Scan) (I 46052/1-2) / © (Consemüller, Erich) Consemüller, Stephan

Non solo: è nato infatti, il progetto The Hidden Treasures Bauhaus Dessau con il quale sono stati ritrovati e rinnovati i caratteri tipografici utilizzati dai grandi maestri. La fondazione Bauhaus Dessau, in collaborazione con Adobe, ha pensato di digitalizzare e dare una nuova impronta a cinque progetti tipografici, utilizzando il programma Adobe Illustrator CC. Il primo, tondeggiante e minimalista, è stato progettato da Joost Schmidt ed è chiamato Joschmi; il secondo, denominato Xants, è un carattere neoclassico ed è stato ricreato da Xanti Schawinsky. E poi c’è il carattere Carl Marx in versione sia Regular che Bold di Carl Marx, Alfarn di Alfred Arndt, e Reross sia Quatratic che Rectangular di Reinhold Rossig. È possibile scaricare i set dei caratteri a questo link: https://fonts.adobe.com/fonts/hidden-treasures?mv=other&ref=tk.com&sdid=S36FMY6Y . Per avere maggiori informazioni, basta visitare il sito web dedicato all’iniziativa: https://adobehiddentreasures.com/ .


- Giulia Zamponi


Fonte: adobehiddentreasures.com

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Aggiornamento: 6 dic 2018

At the Maramotti Collection has arrived an eco-sustainable garden in which nature takes its place again. The duo of artists Lutz & Guggisberg have in fact created a project for their first solo show in an Italian institution, consistently following the concept of European Photography, focused on "Revolutions, rebellions, changes, utopias" playing on the discussed environmental theme and natural disasters.


Due bolle di gas serra - Lutz & Guggisberg - Collezione Maramotti

The exhibition is developed in a path of five rooms and presents more than twenty photographs of different sizes mounted on panels and with painting interventions, together with clusters of recycled objects selected by the artists in some local warehouses. In their photographs, the atmosphere is that of an apocalyptic apparent disaster that has just occurred, you can see in fact work tools, tables, chairs, boxes, rubber tubes as if they had been torn apart by a hurricane. The man never appears, but lets his presence be perceived as an inevitable usurper of the natural datum. The images show the accidental rupture of a not always perfect order, of a construction of a landscape that becomes de-construction.


Exhibition view - Lutz & Guggisberg - Collezione Maramotti

The pictorial interventions make the imaginary view of the real data reproduced by the photographic image more poetic. Using a wide variety of media such as painting, sculpture, installations, video, photography, performance, and also producing their own library of imaginary books in constant growth, they find suggestions from science, alchemy, and from every branch of human knowledge, from anthropology to literature, from visual arts to architecture or natural sciences. Ambiguous sensations, astonishment, connections, become the main elements of representation, in which paradox takes over together with ambivalence and an underground subversive feeling.


Lutz & Guggisberg il giardino

Period: 22 april - 30 december 2018

Opening hours: Thursday and Friday 14.30 - 18.30 Saturday and Sunday 10.30 - 18.30 closed: from 1 to 25 August, 1 November

Where: Collezione Maramotti

via Fratelli Cervi, 66, 42124 Reggio Emilia


- Francesca Baboni



Exhibition view - Lutz & Guggisberg - Collezione Marabotti

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Aggiornamento: 6 dic 2018


Alla Collezione Maramotti è arrivato un giardino eco – sostenibile nel quale la natura si riprende il suo posto. Il duo di artisti Lutz & Guggisberg hanno ideato difatti un progetto per la loro prima personale in una istituzione italiana, seguendo in modo coerente il concept di Fotografia Europea, incentrato sulle "rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti, utopie” giocando sul discusso tema ambientale e sulle catastrofi naturali.


Due bolle di gas serra - Lutz & Guggisberg - Collezione Maramotti

L’esposizione si sviluppa in un percorso di cinque sale e presenta oltre venti fotografie di formati diversi montate su pannelli e con interventi di pittura, insieme ad agglomerati di oggetti di recupero selezionati dagli artisti in alcuni magazzini locali.

Nelle loro fotografie, l'atmosfera è quella apocalittica di un apparente disastro appena avvenuto, si vedono difatti attrezzi da lavoro, tavoli, sedie, cassette, tubi di gomma come fossero stati divelti da un uragano. L'uomo non compare mai, ma lascia percepire la su presenza come inevitabile usurpatore del dato naturale. Le immagini dimostrano difatti la rottura casuale di un ordine non sempre perfetto, di una costruzione di un paesaggio che diventa de-costruzione.


Exhibition view - Lutz & Guggisberg - Collezione Maramotti

Gli interventi pittorici rendono maggiormente poetica la visuale immaginifica del dato reale riprodotto dall'immagine fotografica. Utilizzando una grande varietà di media come pittura, scultura, installazioni, video, fotografia, perfomance, e producendo anche una propria biblioteca di libri immaginari in costante crescita, pescano suggestioni dalla scienza, alchimia, e da ogni branca della conoscenza umana, dall’antropologia alla letteratura, dalle arti visive all’architettura o le scienze naturalistiche. Sensazioni ambigue, stupore, connessioni, diventano elementi principali della rappresentazione, in cui il paradosso prende il sopravvento assieme all'ambivalenza e ad un sotterraneo sentimento sovversivo.


Lutz & Guggisberg il giardino

Periodo: 22 aprile – 30 dicembre 2018

Orario di apertura: Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30 sabato e domenica 10.30 – 18.30 chiuso: dall’1 al 25 agosto, 1° novembre

Dove: Collezione Maramotti

via Fratelli Cervi, 66, 42124 Reggio Emilia

http://www.collezionemaramotti.org/it/home


- Francesca Baboni


Exhibition view - Lutz & Guggisberg - Collezione Maramotti

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