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Un progetto espositivo realizzato in collaborazione con la galleria Viasaterna, che negli spazi settecenteschi dell’albergo presenta circa 20 opere fotografiche dedicate alla natura come campo di esplorazione, trasformazione e connessione

 

dal 23 maggio 2026 con opere di Stefano Caimi, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiaramonte, Teresa Giannico, Guido Guidi, Takashi Homma, Leonardo Magrelli e Carolina Sandretto


OPENING

venerdì 22 maggio ore 18.30


Cremona Art Fair

Pietrasanta, 14 maggio 2026 – Nel 2026, in occasione del trentesimo anniversario, l’Albergo Pietrasanta promuove una serie di iniziative celebrative, tra cui ARTE IN VACANZA, un programma espositivo estivo che, negli spazi del settecentesco Palazzo Barsanti Bonetti, mette in dialogo opere fotografiche contemporanee e la collezione permanente dell’albergo.

 

Realizzata quest’anno in collaborazione con la galleria Viasaterna, la mostra riunisce circa 20 opere di otto artisti – Stefano Caimi, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiaramonte, Teresa Giannico, Guido Guidi, Takashi Homma, Leonardo Magrelli e Carolina Sandretto – accomunati da una riflessione sulla Natura intesa non come elemento statico, ma come organismo mutevole, spazio di relazione e terreno di ricerca visiva.

 




La mostra nasce dalla volontà di indagare la natura non come soggetto statico di rappresentazione, ma come campo dinamico di esplorazione, trasformazione e relazione. La selezione riunisce artisti che, attraverso linguaggi e pratiche differenti, condividono l’uso della fotografia come strumento di ricerca capace non solo di registrare il reale, ma anche di reinterpretarlo, scomporlo e ricostruirlo restituendo una molteplicità di sguardi sul paesaggio e sulle sue trasformazioni. In questo percorso, la natura emerge come esperienza mutevole e complessa: nelle opere di Takashi Homma e Carolina Sandretto la natura rivela il proprio mutare nel tempo; nei lavori di Stefano Caimi, Alessandro Calabrese, Teresa Giannico e Leonardo Magrelli l’immagine naturale viene decostruita e reinventata; mentre le fotografie Guido Guidi e Giovanni Chiaramonte esplorano una dimensione più astratta e contemplativa, affidata alla luce, all’ombra e alla profondità dello sguardo.

 

Con ARTE IN VACANZA, l’Albergo Pietrasanta si trasforma in uno spazio di stratificazioni e attraversamenti: camere, corridoi e aree comuni accolgono le opere come presenze capaci di modificare la percezione degli ambienti e il rapporto quotidiano con essi. Le fotografie convivono con i visitatori, accompagnando i momenti di quiete e di passaggio, insinuandosi nella dimensione privata dell’esperienza dell’ospitalità.

 


Le opere di Guido Guidi e Giovanni Chiaramonte invitano a uno sguardo lento e contemplativo sul paesaggio. Guidi si concentra sugli aspetti più marginali della realtà quotidiana, restituendo profondità poetica a ciò che spesso sfugge allo sguardo. Per Chiaramonte, il paesaggio è invece una struttura complessa di relazioni, in cui elementi naturali e architettonici diventano segni da osservare e interpretare. Takashi Homma e Carolina Sandretto esplorano la natura attraverso il tempo e la trasformazione. Mentre Homma osserva il mare come immagine di mutamento continuo e impermanenza, Sandretto, con le sue polaroid a doppia esposizione realizzate durante il Covid, restituisce una visione poetica del paesaggio, sospesa tra vicinanza e distanza, attesa e cambiamento. Nelle ricerche di Stefano Caimi e Leonardo Magrelli la fotografia diventa strumento di trasformazione del visibile. Caimi rielabora digitalmente immagini e forme naturali per rivelarne ritmi e connessioni nascoste, mentre Magrelli mette in discussione la percezione attraverso opere lenticolari in continua metamorfosi, che cambiano con il movimento dell’osservatore. Teresa Giannico e Alessandro Calabrese riflettono sulla costruzione dell’immagine fotografica contemporanea. Giannico crea nuove composizioni a partire da frammenti visivi trovati online, evocando pittura e collage e Calabrese indaga invece il rapporto tra fotografia e pittura, alterando e rifotografando l’immagine per ridefinire i confini del medium fotografico.

 

L’intero progetto nasce da un’idea di convivenza tra arte e vita, cifra distintiva dell’identità dell’albergo sin dalla sua fondazione. Le opere che abitano gli ambienti dell’Albergo non sono pensate come elementi da esporre secondo un percorso museale, ma come presenze da condividere, inserite naturalmente negli spazi dell’abitare e della quotidianità. In questo senso, l’Albergo Pietrasanta si configura come un luogo ibrido, sospeso tra casa, collezione e spazio espositivo.

 

Era il 1996 quando Rosa e Gilberto Sandretto trasformarono il palazzo storico in un luogo aperto all’incontro e alla relazione, dove la collezione – costruita a partire dagli anni Ottanta tra Italia e contesti internazionali – trovava spazio secondo una logica di convivenza spontanea, lontana da un ordinamento tradizionale. Negli ultimi anni l’ingresso di Carolina Sandretto, fotografa e development manager, ha contribuito ad ampliare ulteriormente questa visione, rafforzando il dialogo tra ospitalità, ricerca fotografica e progettualità contemporanea.

 

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INFORMAZIONI

Albergo Pietrasanta presenta ARTE IN VACANZA

Un progetto espositivo realizzato in collaborazione con la galleria Viasaterna con le opere di fotografiche di Stefano Caimi, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiaramonte, Teresa Giannico, Guido Guidi, Takashi Homma, Leonardo Magrelli e Carolina Sandretto

Dal 23 maggio 2026 presso Albergo Pietrasanta

 

 
 

15.05.–14.06.2026 Inaugurazione & talk con Som Supaparinya e Han Nefkens: 14.05.2026, 18.00 In collaborazione con Han Nefkens Foundation – Southeast Asian Video Art Production Grant 2024 Bolzano: Museion presenta il film MO NUM EN TS (2025) dell'artista thailandese Som Supaparinya, un’opera che intreccia ricerca storica e lavoro sul campo. Il film è stato realizzato nell’ambito del Han Nefkens Foundation – Southeast Asian Video Art Production Grant 2024, dedicato alla memoria dell'artista Dinh Q. Lê, e sviluppato in collaborazione con Jim Thompson Art Center, (Tailandia), The Outpost Art Organisation (Vietnam), Hiroshima City Museum of Contemporary Art (Giappone), Kunsthal Charlottenborg (Danimarca) e Rockbund Art Museum (Cina). Dopo le presentazioni presso le istituzioni partner, l’opera entrerà nella collezione di Museion.


Cremona Art Fair

Da oltre vent’anni, Supaparinya indaga i paesaggi del Sud-est asiatico come luoghi in cui si intersecano ideologia politica, trasformazioni ecologiche e memoria storica. In MO NUM EN TS (2025) l'artista si concentra sull'impatto ancora percepibile delle infrastrutture realizzate nella regione del Mekong durante la Guerra fredda. Dighe, strade e reti elettriche emergono non solo come simboli della modernizzazione, ma anche come “monumenti” persistenti, capaci di continuare a modellare territori, comunità e ambienti. Il film si sviluppa come una proiezione video su canale unico, combinando riprese realizzate durante il lavoro sul campo con materiali d’archivio provenienti da pubblicazioni e propaganda dell’epoca della Guerra fredda. Attraverso una struttura visiva frammentata, che fa spesso uso dello split screen, Supaparinya mette in relazione tempi e prospettive differenti, opponendosi a una narrazione univoca e restituendo la storia come un insieme stratificato, parziale e in costante negoziazione.




La Han Nefkens Foundation sostiene artisti e artiste attraverso programmi internazionali di produzione e collaborazioni istituzionali di lungo periodo, con particolare attenzione alla videoarte e allo scambio transculturale. Il Southeast Asian Video Art Production Grant è stato istituito in costante dialogo con artisti e artiste e con partner dell’intera regione.


“Sono particolarmente legato al Southeast Asia Grant, creato grazie all'incoraggiamento e al sostegno di un artista vietnamita che è stato anche un caro amico, Dinh Q. Lê. Dinh è stato un artista all'avanguardia, ha contribuito a fondare Sàn Art e una figura centrale nella comunità artistica vietnamita. La sua capacità di connettere persone e idee, la sua generosità e il nostro comune impegno nel sostenere la videoarte sono stati fondamentali nella definizione di questo programma.”

— Han Nefkens


Per Museion, questo progetto rappresenta un esempio significativo dell’importanza della collaborazione internazionale nella produzione artistica contemporanea:


“La nostra collaborazione con la Han Nefkens Foundation ci permette di impegnarci direttamente nella produzione di nuove opere e di mettere in collegamento il pubblico locale con prospettive artistiche di portata globale. È una delle molte iniziative con cui Museion è entrato a far parte di una rete internazionale di istituzioni che coltivano lo scambio di idee, artisti e artiste, e ricerche in contesti culturali diversi. Queste collaborazioni prolungano la vita e la visibilità dei progetti artistici al di là della singola mostra e contribuiscono a costruire relazioni durature tra le istituzioni. Partnership di questo genere sono essenziali per comprendere quello che secondo noi è il ruolo odierno di un museo contemporaneo: quello di partecipante attivo in un dialogo transnazionale che mette in comunicazione eccellenze locali e discorso globale.”

— Bart van der Heide


Con MO NUM EN TS, Supaparinya propone una lettura del paesaggio come archivio vivente, in cui decisioni politiche, trasformazioni ecologiche ed esperienze umane si sedimentano e restano inscritte nel tempo.

 


 
 

Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al mondo: la raccolta completa di opere di Giacomo Balla appartenenti alla Collezione Biagiotti Cigna. Tra dipinti, disegni, arredi, oggetti e abiti, 240 lavori dialogano con selezionate tele e materiali d’archivio del museo di Rovereto. In mostra anche il coloratissimo Genio Futurista, la più grande opera realizzata da Balla.

Con questo progetto il Mart e Biagiotti celebrano un’utopia divenuta forma. Un viaggio alla riscoperta di quella forza visionaria e contagiosa che ha segnato l’alba della modernità italiana.


Cremona Art Fair

Esattamente 40 anni fa, nel 1986, la stilista e imprenditrice Laura Biagiotti visitò una mostra alla Galleria Chimera di Roma che presentava opere di Giacomo Balla e delle figlie Elica e Luce. Da quel momento, fino alla scomparsa nel 2017, Laura Biagiotti acquisì e valorizzò con continuità e passione le opere di Giacomo Balla, divenendo, insieme al marito Gianni Cigna, la sua maggiore collezionista privata.  

Le opere raccolte nel primo decennio, precisamente fino al 1996, anno della scomparsa del marito, appartengono oggi alla Fondazione Biagiotti Cigna che garantisce l’integrità e la memoria di un collezionismo illuminato, di un mecenatismo generoso. 

Memorie ed affetti che sono state mantenute e promosse attraverso ulteriori esposizioni e acquisizioni di opere di Giacomo Balla facenti parte della Collezione Laura Biagiotti. 

Un’attività di mecenatismo e filantropica che prosegue grazie all’impegno della figlia Lavinia Biagiotti Cigna, al timone dell’azienda di famiglia.




Ad occuparsi delle opere di Balla per la famiglia Biagiotti è il direttore artistico della Fondazione, il professor Fabio Benzi, che cura insieme a Beatrice Avanzi, responsabile dell’ufficio mostre del Mart di Rovereto, la grande mostra Giacomo Balla. Lo stile dell’Avanguardia, dal 16 maggio al 18 ottobre. 

 

Per la prima volta in Italia nella sua interezza, la presentazione del nucleo di opere “Balla/Biagiotti” a Rovereto non è casuale. Il progetto corrisponde precisamente alla vocazione del Mart, consolidando una continuità narrativa che vede nel museo trentino il luogo d’elezione per la valorizzazione dell’avanguardia futurista.  

 

Le opere della Collezione Laura Biagiotti e della Fondazione Biagiotti Cigna dialogano con un patrimonio da sempre rivolto all’approfondimento delle vicende italiane del XX secolo, con particolare attenzione al futurismo e all’opera di Fortunato Depero, il cui lascito ha dato origine al museo stesso. Inoltre, questa sinergia sottolinea l’impegno costante del Mart nel tessere dialoghi tra collezionismo privato e pubblico, con l’obiettivo di valorizzare significativi patrimoni culturali.  

 


 
 
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