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Mercoledì 11 marzo ha inaugurato a Roma, presso la Galleria Anna Marra, Assemblages, la prima mostra personale in Italia dell’artista Sepideh Salehi, a cura di Laila Abdul-Hadi Jadallah.


Sepideh Salehi
Sepideh Salehi. Courtesy l'Artista e Galleria Anna Marra

La mostra presenta una selezione di opere che affondano le proprie radici nel collage, nella grafica e nel disegno, restituendo il caratteristico approccio stratificato di Salehi, capace di intrecciare memoria, materia e trasformazione.


Le figure femminili di Salehi, parzialmente celate, attraversano con andamento gestuale paesaggi reali e immaginari dell’Iran. Sospese nello spazio, sembrano abitare una dimensione costruita per stratificazioni successive, in cui l’artista intreccia fotografie trovate, disegni e motivi impressi con pietre rituali da preghiera. Il gesto del coprire, tuttavia, non riguarda soltanto i corpi femminili, ma si estende ai mondi che essi abitano, aprendo una riflessione più ampia sul rapporto tra ciò che è reale e ciò che viene costruito — politicamente, fisicamente e metaforicamente.



Sepideh Salehi. Assemblages

11 marzo - 18 aprile 2026

Galleria Anna Marra |Via Sant'Angelo in Pescheria, 32 - 00186 Roma

 
 

Museion inaugura il programma espositivo 2026 con Eduard Habicher. Memory in Motion, mostra dedicata al 70° compleanno dello scultore altoatesino Eduard Habicher (nato nel 1956 a Malles).


Eduard Habicher
Exhibition view Eduard Habicher. Memory in Motion, Museion Passage, 2026. Photo Credits: Tiberio Sorvillo

L’esposizione si sviluppa negli spazi di Museion Passage e del Piccolo Museion – Cubo Garutti ed è a ingresso libero. Figura di riferimento della scultura contemporanea in Alto Adige, Eduard Habicher ha consolidato nel corso dei decenni una significativa presenza internazionale.


La sua pratica è riconosciuta in particolare per interventi di grande formato nello spazio pubblico, dove la dimensione plastica si confronta con architetture e paesaggi urbani. Sue opere sono installate permanentemente in contesti pubblici e privati, tra cui le Terme di Merano e la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay; ulteriori lavori si trovano a Berlino, lungo la Sprea, nel campus dell’European Energy Forum (EUREF), oltre che in diverse sedi in Italia e Austria.


In Museion Passage sono presentate quattro sculture monumentali – Hommage, Passage, Geöffnet-aperto e Pro-tetto – che instaurano un dialogo diretto con l’architettura del museo. Realizzate con profili industriali e acciaio inox, le opere nascono da un processo di lavorazione artigianale di estrema precisione: materiali standardizzati vengono piegati e modellati fino a generare una tensione formale in equilibrio tra massa e leggerezza. Il rosso, caratteristica ricorrente nel linguaggio dell’artista, unifica visivamente l’intervento.


Eduard Habicher
Exhibition view Eduard Habicher. Memory in Motion, Museion Passage, 2026. Photo Credits: Tiberio Sorvillo

Collocate senza piedistallo e direttamente nello spazio, le sculture accompagnano il pubblico lungo Passage, integrandosi nel flusso quotidiano di questo ambiente aperto. Movimento, apertura e consapevolezza dello spazio costituiscono elementi centrali nella ricerca di Habicher e trovano in Museion Passage un contesto di particolare risonanza. In quanto luogo liberamente accessibile, Passage favorisce un incontro diretto con l’arte contemporanea, superando le consuete soglie museali.


Il progetto espositivo è arricchito da un Virtual Tour a 360° che consente di accedere virtualmente allo studio dell’artista, offrendo uno sguardo approfondito sul suo ambiente di lavoro. Il Virtual Tour è stato realizzato da Camillo Ciuccoli, Creative Technologist.

 
 

Il MAO di Torino firma un record storico: 100.000 visitatori in meno di quattro mesi per The Soul Trembles, la mostra dedicata a Chiharu Shiota, aperta lo scorso 22 ottobre. Un traguardo senza precedenti nella storia espositiva del Museo d’Arte Orientale, che conferma la forza di una programmazione capace di coniugare ricerca, visione e capacità di parlare al presente.


Chiharu Shiota
Installation view mostra "Chiharu Shiota: The Soul Trembles"_MAO Torino_ph Perottino

Il dato è ancora più significativo se si considera l’andamento costante: circa 5.000 visitatori a settimana, con un picco di 15.000 presenze durante le vacanze natalizie. Numeri che raccontano non solo il successo di un’esposizione, ma il consolidarsi di una trasformazione museologica che negli ultimi anni ha ampliato pubblico e linguaggi del MAO.


The Soul Trembles non è una semplice personale: è un intervento che “abita” e trasforma gli spazi di Palazzo Mazzonis, dialogando con le collezioni permanenti. Un progetto di forte impatto espressivo, capace di attivare domande universali – identità, relazione con l’altro, vita e morte – e di coinvolgere anche chi non frequenta abitualmente le mostre.


Tra i segnali più rilevanti c’è l’allargamento del pubblico: accanto agli appassionati e agli abbonati, cresce la presenza di visitatori giovani, in particolare nella fascia 20–29 anni, e aumenta la partecipazione delle scuole. Parallelamente, il successo si riflette sul piano digitale: community in crescita, newsletter più seguita e un incremento della visibilità organica su Facebook e Instagram, a testimonianza di un coinvolgimento più ampio e continuativo.


Chiharu Shiota
Installation view mostra "Chiharu Shiota: The Soul Trembles"_MAO Torino_ph Perottino

Per un museo “di nicchia” come il MAO, questo risultato ha un valore doppio: dimostra che la qualità scientifica può andare di pari passo con una forte capacità narrativa e comunicativa. Il linguaggio di Shiota – profondo, emotivo, immediato – unito a una strategia di comunicazione attenta al digitale e all’accessibilità, ha reso il museo più riconoscibile e vicino alla sensibilità contemporanea.


Un record che non è solo un numero: è il segno di un museo che cambia passo, amplia i suoi pubblici e rafforza il proprio posizionamento, a Torino e oltre.

 
 
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