Il Museo Reina Sofía presenta la nuova COLLECTION. CONTEMPORARY ART: 1975 – PRESENT
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Il ministro della Cultura spagnolo Ernest Urtasun, la presidente del Consiglio di amministrazione del Museo Reina Sofía Ángeles González-Sinde, il direttore del Museo Reina Sofía Manuel Segade e la vicedirettrice artistica del Museo Amanda de la Garza hanno presentato oggi COLLECTION. ARTE CONTEMPORANEA: 1975 – OGGI, la nuova presentazione delle collezioni del Museo Reina Sofía che abbraccia cinquant'anni di arte contemporanea spagnola, dalla Transizione alla democrazia ai giorni nostri, attraverso tre percorsi espositivi. Attraverso una selezione di 403 opere di 224 artisti, questa nuova narrazione cerca di mettere in luce il contributo dell'arte contemporanea spagnola.
Il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, ha descritto questa nuova presentazione della Collezione come "un importante evento culturale che rafforza l'arte contemporanea, ampliandone la portata e raccogliendo più voci e più sguardi, in particolare quelli delle donne.
Merita il sostegno istituzionale assoluto". Ángeles González-Sinde, presidente del Consiglio Reale di Amministrazione del Museo Reina Sofía, ha sottolineato "l'ulteriore impegno del Museo nella ricerca, consevazione, diffusione e
riflessione attraverso questo progetto, una rilettura critica e corale che cerca di fornire
un contesto".
Da parte sua, la vicedirettrice artistica del Museo Reina Sofía, Amanda de la Garza,
ha sottolineato gli sforzi del Museo per "cambiare il modo di esporre le collezioni al pubblico attraverso
un percorso espositivo più accessibile, dinamico ed educativo che garantisca un museo più ospitale e generoso, e nel rispetto degli standard ambientali e di sostenibilità".
Inoltre, il direttore del Museo Reina Sofía, Manuel Segade, ha tenuto a sottolineare che la presentazione non è affatto una narrazione unidirezionale e unica, ma è invece aperta e costantemente rivedibile: "Il compito del Museo non è quello di rileggere il passato cercando di rispecchiare la società odierna. Piuttosto, implica consentire alle preoccupazioni attuali di trovare una miriade di risposte, concedendoci la comprensione che il presente non è un dato di fatto, ma un processo di
diventare che richiede una costruzione collettiva. In tempi incerti come quelli attuali, non si tratta di immaginare futuri, ma di cercare di riconoscere nel presente quei futuri desiderabili che erano già qui".
La mostra, aperta al pubblico dal 18 febbraio, si estende su tutto il
quarto piano dell'edificio Sabatini, per un totale di oltre 3.000 metri quadrati. La sua
disposizione è lineare e talvolta non cronologica e si articola in ventuno
capitoli, che comprendono opere famose delle collezioni del Reina e di artisti acclamati
come Picasso, Miró, Dalí, Juan Genovés, Juan Muñoz, Cristina Iglesias,
Susana Solano, Juan Navarro Baldeweg, Esther Ferrer, Cristina García Rodero,
Richard Serra e Andy Warhol; figure strettamente legate alla transizione alla
democrazia in Spagna e al movimento della Movida madrilena, come Guillermo Pérez
Villalta, Ocaña, Ouka Leele, Ceesepe, Nazario, Iván Zulueta e Alberto García-
Alix; artisti la cui pratica è legata alla sensibilità di genere, come Judy Chicago,
Barbara Hammer, Eulàlia Grau, David Wojnarowicz, Pilar Albarracín e
Cabello/Carceller; e figure chiave nella rappresentazione culturale, politica e sociale dell'
AIDS, come Pepe Espaliú e Pepe Miralles. Inoltre, include altri artisti
che affrontano il loro lavoro da posizioni politiche e teoriche all'interno del quadro critico della rappresentazione, ad esempio Joan Fontcuberta e Dora García, e
coloro che hanno sviluppato approcci diversi all'identità afro, ad esempio Pocho
Guimaraes, Agnes Essonti e Rubén H. Bermúdez.
La narrazione si concentra principalmente sul panorama artistico spagnolo, con il 77% degli artisti in mostra (137) provenienti dalla Spagna. Tra gli artisti internazionali, il 31% è di origine latinoamericana, in particolare artisti come Leonilson e Beatriz González. La
presentazione include anche recenti acquisizioni e opere attuali di giovani artisti,
molti dei quali donne, con un'attenzione particolare al panorama artistico spagnolo, ad esempio Laia Abril, Mònica Planes, June Crespo, Teresa Solar, Elena Alonso, Sahatsa Jauregi e Nora Aurrekoetxea.
Un altro aspetto rilevante da sottolineare è che 258 opere (il 64%) non sono mai state esposte prima; cioè, più della metà dei pezzi esposti su questo piano sono esposti per la prima volta come parte della collezione permanente del Museo.
Tre modi di raccontare cinquant'anni di arte.
L'esposizione di queste opere è strutturata attorno a tre percorsi che tornano, in
numerose occasioni, agli anni '70 e con spazi geografici che non sono un contesto chiuso ma piuttosto un'intersezione e un luogo di circolazione di manifestazioni culturali.






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