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Julio Le Parc

  • 22 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

11 giugno - 3 maggio 2027

a cura di Valentine Ravaglia


Julio Le Parc, Blue Sphere, 2013. Tate
Julio Le Parc, Blue Sphere, 2013. Tate. Concesso in prestito dalla Tate Americas Foundation, per gentile concessione del Latin American Acquisitions Committee, 2023. © ADAGP, Parigi e DACS, Londra, 2025. Fotografia © Museum of Art Pudong.

Quest'estate la Tate Modern presenterà una mostra dedicata all’opera visionaria di Julio Le Parc. Organizzata in stretta collaborazione con l’artista e il suo Atelier, l’esposizione riunirà oltre 60 opere che ripercorrono i suoi straordinari 70 anni di attività, tra installazioni interattive, spettacolari sculture luminose e dipinti astratti geometrici. Allestita come un percorso sinuoso e labirintico, la mostra seguirà la missione che ha accompagnato tutta la carriera di Le Parc: attivare lo spettatore attraverso effetti ottici, esperienze sensoriali e interazioni fisiche, rendendolo protagonista nel processo che dà vita all’opera d’arte.


Nato in Argentina e formatosi presso la Escuela de Bellas Artes di Buenos Aires, Le Parc si trasferì in Francia nel 1958, entrando a far parte della vivace scena artistica parigina degli anni Sessanta. La mostra si aprirà con la serie Surfaces, insieme a studi a gouache e dipinti in bianco e nero realizzati dopo il suo arrivo a Parigi alla fine degli anni Cinquanta. Queste opere modulari utilizzano forme geometriche ripetute e principi matematici per generare illusioni ottiche, facendo apparire i motivi come se si spostassero, ruotassero o vibrassero davanti agli occhi dello spettatore, come nelle opere Instability (1959) e Progressive Sequences (1959). In questi lavori Le Parc sperimenta anche il fenomeno dell’immagine retinica persistente, attraverso cui motivi ad alto contrasto lasciano un’impressione visiva temporanea che induce il pubblico a “completare” l’opera con il proprio sguardo.


Julio Le Parc, Instability, 1959–1991
Julio Le Parc, Instability, 1959–1991. Concesso in prestito dall’Atelier Le Parc, 2026. © ADAGP, Parigi e DACS, Londra, 2025

I visitatori avranno inoltre l’opportunità di confrontarsi con le celebri opere luminocinetiche dell’artista. Nate nel 1959 con le Light Boxes – sculture che combinano fogli di acrilico trasparente e sorgenti luminose per creare sequenze visive ipnotiche – queste ricerche evolveranno rapidamente nei Continual Light Mobiles, presentati per la prima volta nel 1960. Fasci luminosi, elementi riflettenti e componenti mobili generano effetti caleidoscopici in continua trasformazione. In Continuous Light Mobile (1963), gli elementi sospesi reagiscono ai movimenti d’aria prodotti dai visitatori, sottolineando ancora una volta il ruolo centrale del pubblico nell’opera. Le distorsioni luminose sono esplorate anche in lavori come Unique Continual Light Cylinder (1962) e nell’installazione ambientale Vibrating Light – Tulles (1968).


Altre opere richiedono una partecipazione ancora più diretta. 64 Reflective Blades (2017) invita i visitatori a muoversi tra un dipinto e uno schermo composto da sottili lame in acciaio riflettente, che frammentano e deformano l’immagine riflessa dello spettatore, rendendolo parte integrante dell’opera. La mostra includerà inoltre alcune installazioni della serie Game Room, tra cui Ensemble of Eleven Surprise Movements (1965) e Pattern to Manipulate (1967), che chiedono al pubblico di interagire fisicamente con i lavori premendo pulsanti, ruotando elementi o partecipando a semplici azioni ludiche.

Il percorso espositivo si concluderà con le continue sperimentazioni di Le Parc sul colore, dalle opere più recenti ai suoi primi studi cromatici. Gran parte della sua produzione si basa su una caratteristica tavolozza di quattordici colori, sviluppata nel 1959 in lavori come il Colour Project, una serie di piccole gouache che esplorano tutte le possibili combinazioni cromatiche. Nel corso della sua carriera, Le Parc ha continuato a indagare il rapporto tra colore e percezione, così come quello tra bianco e nero e movimento, come dimostrano le celebri tele della serie Waves, tra cui Waves 125 Series 3 n°1 (1972), e le successive serie Modulations e Alchemies. Anche la monumentale Blue Sphere (2001–2022), acquisita dalla Tate nel 2024, testimonia come le sue più recenti sculture riprendano e amplino le ricerche sviluppate nei mobili luminosi e nelle installazioni caleidoscopiche degli anni Sessanta.



Informazioni Julio Le Parc 11 giugno 2026 – 3 maggio 2027 Tate Modern, Bankside, SW1P 4RG

Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Apertura prolungata fino alle 21:00 ogni venerdì e sabato.

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