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Anselmo Bucci (1887 – 1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Il Mart di Rovereto presenta la più ampia retrospettiva mai dedicata ad Anselmo Bucci. Attraverso oltre 150 opere la mostra fa luce su una delle figure più complesse, colte e indipendenti del XX secolo.


Anselmo Bucci
Anselmo Bucci, Juliette, dettaglio

A lungo rimasta in una posizione decentrata rispetto ai principali nomi dell’arte italiana della prima metà del secolo scorso, l’opera di Bucci viene finalmente ricollocata nel suo contesto storico e culturale, spiccatamente europeo.

La retrospettiva evidenzia il ruolo cardine che l’artista ebbe nel passaggio dalla tradizione figurativa ottocentesca alle sperimentazioni del nuovo secolo, offrendo al pubblico e alla critica una delle figure più complesse, colte e indipendenti del XX secolo.


Pittore, incisore, disegnatore e scrittore, Bucci occupa una posizione originale nel panorama artistico del suo tempo: protagonista della vita culturale tra Parigi e Milano, manterrà sempre una forte autonomia intellettuale, evocata dall’ambiguo rapporto con il gruppo di Novecento italiano, che fonda e a cui conferisce il nome, salvo poi allontanarsene.


La sua opera attraversa linguaggi, tecniche e generi con una libertà rara, conservando una coerenza interna fondata su una profonda cultura figurativa e su una profonda sensibilità letteraria, alimentate dall’esperienza diretta della modernità urbana e da quella della Grande guerra, vissuta in prima linea come artista di guerra.


In mostra prestiti provenienti da importanti collezioni private e pubbliche, tra cui la Quadreria Cesarini – Casa Museo di Fossombrone, i Musei Civici di Monza, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’Istituto Centrale per la Storia del Risorgimento Italiano.

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