Gastone Novelli: una nuova monografica a Ca’ Pesaro nel centenario della nascita
- Redazione

- 14 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Dal 15 novembre 2025 al 1° marzo 2026 Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, celebra Gastone Novelli con una grande mostra monografica allestita negli spazi del secondo piano.

Curata da Elisabetta Barisoni e Paola Bonani, in collaborazione con l’Archivio Gastone Novelli di Roma, l’esposizione rende omaggio a uno dei protagonisti più innovativi della pittura italiana del secondo dopoguerra, nel centenario della sua nascita.
Novelli (Vienna 1925 – Milano 1968) attraversa con la sua ricerca alcune delle questioni cruciali dell’arte contemporanea, spingendo la pittura verso territori inesplorati, in cui parola, segno e immagine convivono in un equilibrio poetico e rivoluzionario. A Venezia, città fondamentale nella sua vicenda artistica, arrivano oggi sessanta opere che raccontano il periodo più intenso della sua produzione, dal 1957 al 1968. Un arco temporale breve, ma capace di restituire una straordinaria densità di visioni, idee e trasformazioni.
La mostra si apre con i lavori informali della seconda metà degli anni Cinquanta, in cui la scrittura appare come traccia visiva e narrante. È il caso di Era glaciale (1958), una delle due opere donate dagli eredi al museo: un dipinto che sembra emergere da una dimensione sospesa, “apparizione di un linguaggio magico”, come lo definiva lo stesso artista. Negli anni Sessanta, Novelli abbandona l’Informale per dare vita a una nuova figurazione segnica: tele fitte di parole difficili da decifrare, alfabeti reinventati, simboli arcaici e frammenti di pensiero che costruiscono un vero e proprio atlante personale della conoscenza. Opere come Dizzy (1960), Il re delle parole (1961) o Thelonious (1960) mostrano una pittura che dialoga con poesia, musica, linguistica, scienza e psicanalisi.

Due sale sono dedicate alle sue partecipazioni alla Biennale di Venezia del 1964 e del 1968, momenti decisivi della sua carriera. Nel 1964 Novelli presenta una serie di “pagine bianche”, opere visionarie che si oppongono per tono e intenzione alla Pop Art allora trionfante. Nel 1968, invece, compie uno dei gesti più radicali della storia della Biennale: rivolta i quadri verso il muro e scrive sul retro “La Biennale è fascista”, diventando simbolo di una stagione di protesta che avrebbe cambiato per sempre la manifestazione.
Il percorso espositivo include anche le opere nate dai suoi viaggi in Grecia e la serie di montagna del 1964, oltre alla seconda importante acquisizione veneziana, Allunga il passo amico mio (1967), realizzata per il ristorante All’Angelo e oggi entrata nelle collezioni civiche.

Oltre a celebrare l’artista, la mostra rappresenta un punto di arrivo per gli studi novelliani: dalle ricerche dell’Archivio Gastone Novelli al Catalogo Generale del 2011, fino alle recenti esposizioni internazionali. A Ca’ Pesaro, il lavoro di Novelli torna vivo, vibrante, capace ancora di interrogare il presente con la forza di un linguaggio inesauribile.
Galleria Internazionale d’Arte Moderna
C. del Tentor, 2076
Date
15 novembre 2025 - 1 marzo 2026






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