Io giardino - La mostra personale di Andrea Lucchesi a Cremona Art Fair 2026
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Io giardino è una mostra di pittura che nasce dall’osservazione del giardino come spazio vivo, fragile e in continua trasformazione. Nei dipinti di Andrea Lucchesi, vincitore del Premio Prospettive 2025 a Cremona Art Fair, il giardino non è soltanto un soggetto naturale, ma una forma del pensiero: un luogo che l’uomo cura, attraversa e organizza, senza poterlo mai possedere del tutto.

Le opere presentano superfici dense, attraversate da segni e stratificazioni in cui la vegetazione sembra espandersi oltre ogni limite. I colori si sovrappongono, le forme emergono e si dissolvono, mentre elementi riconoscibili — vasi, recinzioni, frammenti architettonici — affiorano come tracce di un ordine che resiste, ma non domina.
Per Lucchesi, il giardino è una delle forme più fragili dell’intervento umano: esiste perché qualcuno se ne prende cura, ma porta già dentro di sé il momento in cui quella cura verrà meno. Un giorno il giardiniere non ci sarà più; allora il disegno iniziale cambierà, alcune piante scompariranno, altre prenderanno spazio, ciò che era contenuto inizierà a crescere liberamente.
Lucchesi sembra dipingere proprio questa soglia. Non il giardino come luogo perfetto, ma il giardino nel momento in cui comincia a sfuggire. La pittura non descrive il giardino: lo mette in atto. In questo senso, il giardino diventa metafora della pittura stessa: un processo che nasce da un gesto, ma che poi cresce, cambia e sfugge al controllo. Il gesto dell’artista non impone una forma definitiva, ma accompagna una trasformazione.
In questo senso, il giardino diventa anche una metafora del limite. Tutto ciò che nasce da una cura è esposto al cambiamento. Ogni equilibrio è temporaneo. Ciò che viene progettato può essere mantenuto solo per un tempo, prima di essere trasformato da ciò che eccede il controllo.
Io giardino non racconta la fine di qualcosa, ma il suo continuo mutare. È uno spazio in cui intenzione e perdita convivono, in cui la pittura restituisce non una forma chiusa, ma una condizione.
La sua forza sta proprio qui: nel rendere visibile una vitalità che non può essere fermata.
Andrea Lucchesi nasce a Firenze nel 1981. Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico Leon Battista Alberti, prosegue la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove è allievo del professor Adriano Bimbi. Nel 2004 vince il Premio Tito e Maria Conti, assegnato ogni cinque anni dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.Nel 2013 fonda, insieme ad altri quattro artisti, un collettivo indipendente con base a Firenze. Attualmente vive e lavora ad Arezzo.Tra le principali mostre: Cosa Viva, A Pick Gallery (Torini, 2025); Finalista Combat Prize, Museo Giovanni Fattori, Granai di Villa Mimbelli (2024); Livorno Open Eyes Signal collettiva da Annarumma Gallery, Napoli (2023); The Worm at the core, Woolwich Beresford street, London (2022); TRITTICO Una riflessione sul ritratto, Sdrucciolo de Pitti, Firenze (2017); Dieci anni nel Mugello, Palazzo Medici Riccardi, Firenze (2011); Lezioni del male, Galleria delle Arti del Disegno, Piazza S. Marco, Firenze (2009); La materia del segno, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, Angela Memola Grafique Art Gallery, Bologna (2009).




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