Jean Baudrillard, Il complotto dell’arte, Abscondita


Siamo continuamente bombardati da immagini. Il reale pare perciò impossibile da percepire. Manca inoltre un possibile scarto da questo flusso imperterrito. L’arte si accosta perennemente a questo nulla dell’immagine.




In questi scritti e interviste degli anni Novanta l’autore francese si confronta con questo mondo ancora in divenire che, attualmente, è ancora più soffocante. Andy Warhol è stato il primo che ha esaltato quest’immagine senza contenuto, dove ormai, grazie solo all’idea che la sostiene, l’arte è destinata ad spegnersi. Ecco quindi che essa pare destinata a sparire a meno che non diventi una continua metamorfosi, oltre ogni decifrazione stabilizzante. Essere perciò illusione per essere seduttiva. Apparenza prima di ogni decifrazione reale o simulacro. Una scena dove ci si confronta con le fantasie " non-umane delle culture antecedenti la nostra". Oltre quindi l’attuale reale fatto immagine ridondante e stereotipata. La trasparenza del tutto infatti non è vera, anche in un mondo che appare iperrealista. L’arte pare ridere di questa sparizione, immergendosi in tale congiuntura. Il banale si fa ideologia vuota. Qui muore anche la critica, in nome di " una spartizione in via amichevole, necessariamente conviviale, della nullità ". Poi c’è la gente, che guarda tante opere del contemporaneo, non le capisce e si sente in colpa. Invece non capisce nulla perché davanti c’è il nulla. Per l’autore c’è troppa arte in giro che pesca dal banale e ciò s’impone come vera oggettività. Questa complicità è pure definibile come il complotto dell’arte. Le masse, scettiche verso questo mondo, appaiono come l’unica resistenza, oltre ogni ambiguità o feticcio definitivamente presentato. L’arte poi, considerata come valore, vive ancora d’ideologie o estetiche mentre la vera illusione è nella metamorfosi del mai dato. L’autore auspica un desiderio di verità attraverso lo sguardo, modulato attraverso una mancanza che può divenire attività che fa " un buon uso del nulla o del vuoto ".


Stefano Taddei

Jean Baudrillard

Il complotto dell’arte

Abscondita

pp. 84