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Miriam Cahn, Ciò che mi guarda

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

GAMa cura di Cristiana Perrella

La prima grande retrospettiva museale in Italia dell’artista svizzera segna

il momento centrale della programmazione 2026 del museo 11 giugno – 15 novembre 2026


Cremona Art Fair

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma presenta Ciò che mi guarda, la prima grande retrospettiva museale dedicata all’artista Miriam Cahn in Italia, a cura della direttrice artistica del museo Cristiana Perrella. La mostra, aperta al pubblico dall’11 giugno al 15 novembre 2026, costituisce il fulcro della programmazione 2026 del MACRO, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo.

 



 




Nata a Basilea nel 1949, Miriam Cahn è oggi riconosciuta come una delle voci più urgenti e necessarie dell’arte contemporanea internazionale. La sua opera – prevalentemente pittura, disegno, pastello – attraversa oltre cinquant’anni di ricerca con una coerenza etica e formale rara: il corpo umano, la violenza, il desiderio, la vulnerabilità e la guerra costituiscono i nuclei centrali di una pratica che rifiuta ogni estetizzazione del dolore e ogni compromesso. Nonostante la crescente attenzione internazionale degli ultimi anni – dalla Biennale Arte di Venezia alle retrospettive al Palais de Tokyo di Parigi e al Museo Reina Sofía di Madrid – mancava finora una sintesi ampia in una grande istituzione italiana.

 



 


Il progetto espositivo al MACRO occupa la sala principale del museo, uno spazio di circa 1.400 metri quadrati, e riunisce oltre 100 opere che coprono l’intera traiettoria dell’artista, dalla fine degli anni Settanta ai lavori più recenti. Il percorso non segue un ordine cronologico, ma si articola in costellazioni tematiche che mettono in luce la continuità delle sue ossessioni formali e politiche: la rappresentazione del corpo femminile, la denuncia della violenza bellica, la dimensione erotica come atto di resistenza.

 

Il progetto allestitivo è affidato a Didier Fiúza Faustino // Bureau des Mésarchitectures. Artista concettuale e architetto franco-portoghese, Fiúza Faustino lavora sul rapporto tra corpo e spazio. Al crocevia tra arte e architettura, la sua pratica multiforme, che va dall'installazione alla sperimentazione fino alla progettazione di ambienti sensoriali, si inserisce nello spazio espositivo in dialogo con la ricerca di Cahn.

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INFORMAZIONI

MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma

Roma, via Nizza, 138 


 

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