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Gli anni Sessanta hanno visto numerosi autori cercare di sondare nuove vie per la ricerca estetica. Anche e nonostante fossero nel mezzo di turbinii politici variegati tali artisti hanno ampliato lo spettro espressivo in modo peculiare e variegato. Uno degli autori che ha partecipato a questa mossa estetica con notevoli lavori non si può non annoverare Dennis Oppenheim.



Oppenheim_Armature for Flying Gardens. Courtesy Galleria
Oppenheim_Armature for Flying Gardens. Courtesy Galleria Conceptual

In questa mostra si vuole esemplificare dei passaggi topici di tale percorso nel contemporaneo. In esposizione documentazione fotografica dagli anni Sessanta e Settanta di Land Art. Non si possono dimenticare anche i progetti per opere monumentali del decennio successivo. In tutti questi lavori l'artista invadeva lo spazio, o modificandolo o interagendo con esso tramite la propria dimensione corporale.



Photo courtesy Galleria Conceptual

Dennis Oppenheim sostituisce la classica tela dipinta con nuove modalità estetiche. Il campo d'azione di tale ricerca diventa il territorio e la stessa permanenza dell'opera viene superata con la sua mera e sostanziale documentazione. Un'opera che appare nel suo tempo, non vuole permanere ma che ha trovato modo di arrivare fino a noi in modo indelebile.


- Stefano Taddei


DENNIS OPPENHEIM

A cura di: Graziano Menolascina

Periodo: dall'8 maggio al 28 luglio

Orari di apertura: dal martedì al venerdì 14.00 - 19.00 - sabato 10.00 - 18.00

Dove: Galleria Conceptual, via Mameli 46, MILANO


Photo courtesy Galleria Conceptual


 
 

Se è vero che, come io credo, che l’arte contemporanea rispecchia la nostra identità e allo stesso tempo è fondamentale per immaginare il nostro futuro culturale, sociale ed economico, la decima edizione del Premio Combat, un traguardo che ci eravamo posti sin dalla prima edizione, oggi ci colloca come testimoni del decennio trascorso, caratterizzato da grandi trasformazioni sociali e culturali che hanno determinato quel cambiamento di prospettiva grazie al quale si produce, si analizza e si commercializza l’arte più recente.



Catalogo Premio Combat Prize 2019 - Casa Editrice Sillabe
Catalogo Premio Combat Prize 2019 - Casa Editrice Sillabe

Per celebrare la decima edizione, abbiamo affrontato questa nuova sfida mettendo in scena un’esposizione del miglior livello possibile e affrontando questo impegno con la serietà e l’ambizione che hanno contraddistinto il Premio Combat in tutte le sue edizioni. Una coerenza di percorso che attraverso una continuità del formato, delle intenzioni e delle funzioni è riuscita a posizionare e migliorare la visibilità degli artisti e la loro competitività sul mercato dell’arte, creando una mobilità nel sistema e permettendo così di dar voce a tutte quelle realtà ed esperienze creative che costituiscono la maggior parte della produzione artistica contemporanea, nonché la sua enorme e inesauribile ricchezza. Una coerenza che ha via via imposto il Premio Combat all’attenzione nazionale, divenendo uno dei contest più popolari in Italia, realizzando una importante e riconosciuta occasione di crescita per un artista nelle diverse fasi del proprio percorso.

La raccolta delle voci della contemporaneità e le tendenze della ricerca degli oltre novemila artisti, che nelle dieci edizioni hanno partecipato al premio, rappresentano un buon viatico di lettura di questo ultimo decennio e sicuramente, attraverso le pubblicazioni cartacee e l’archiviazione digitale delle opere, che nel corso degli anni sono state realizzate, saranno sicuramente strumento di analisi di un periodo in cui sono saltati i confini di un territorio abitato da pochi per trasformarsi in un luogo aperto a tutti e in un fenomeno di massa organico alla società e rappresentativo dei suoi velocissimi mutamenti.

Un importante ruolo in questi anni e un grande plauso va in particolare all’Amministrazione Comunale di Livorno e a tutti i partner che hanno sempre sostenuto il progetto, che attraverso i luoghi della cultura cittadini, come il Museo Fattori, gli ex Granai di villa Mimbelli, La Fortezza Vecchia e Nuova, Il Museo di Storia Naturale e la Villa del Presidente, hanno ospitato il contest.

Luoghi della cultura che così hanno fortificato la loro mission, alla cui base deve esserci la formazione, la programmazione e l’apertura a tutte le produzioni artistiche, con particolare cura per quelle che estendono la processualità sul lungo periodo.

Un doveroso ringraziamento va a tutti gli artisti, curatori e collezionisti che hanno partecipato alle precedenti edizioni e ai milleduecentododici artisti provenienti da cinquantatre paesi che hanno caratterizzato questa decima edizione. Molti e diversificati sono stati i loro percorsi, ma tutti contraddistinti e uniti dallo sforzo comune di scrivere il contemporaneo, trovare vie inedite e risposte innovative alla loro ricerca.

Mi auguro che il Premio Combat rappresenti per voi un meraviglioso viaggio di ricerca e una forma di conoscenza individuale.


- Paolo Batoni


Curatore: Paolo Batoni

Formato (cm): 21x21

Anno di pubblicazione: 2019

Pagine: 140 Illustrazioni: a colori

Traduttore: Julia H. Weiss

Lingue: italiano/inglese

Testi: Paolo Batoni, Francesca Baboni, Andrea Bruciati, Stefano Taddei, Paola Tognon, Daniele De Luigi, Lorenzo Balbi, Matteo Bergamini

Prezzo: euro 20,00

E' possibile ordinare il catalogo presso la Casa Editrice Sillabe o inviando la richiesta a: info@premiocombat.it




 
 

Per tanti secoli in Occidente la parte oscura della dimensione umana è stata rappresentata dal demonio. Nella banalizzazione globale contemporanea di tutto quello che ha una storia, anche il diavolo non gode di grande considerazione. Esistono però lodevoli eccezioni.


The Devil Atlante illustrato del lato oscuro. 24 Ore Cultura
The Devil Atlante illustrato del lato oscuro. 24 Ore Cultura

Dare corpo all'invisibile di tale dimensione ha, secondo l'autore, trovato nei secoli differenti interpretazioni. Anche nel Novecento se ne possono esemplificare. Una è certamente la leggenda del bluesman Robert Johnson, di cui si diceva avesse stretto un patto col diavolo e protagonista dell'opera di Jean-Michael Basquiat. Il precipitare dell'angelo ribelle si può ritrovare nelle gocciolature di Lucifer, opera del 1947 di Jackson Pollock. Dagli anni Novanta Tony Oursler si è confrontato con il demonio in varie modalità. Anche il cinema e i videogiochi utilizzano il diavolo in senso di accumolo visivo. Un autore come Ronald Ventura in Shadow Blades (2016) ha ben presente questa influenza. Non mancano poi riferimenti all'arte del passato, come quella di Pieter Paul Rubens da parte di Ruben Pang. Il libro propone una disamina per forza limitata ma che è un viatico rilevante per comprendere come il demonio sia insito in peculiari creatività che attraversano i secoli.


- Stefano Taddei


Demetrio Paparoni

The Devil

Atlante illustrato del lato oscuro

24 Ore Cultura, pp. 381


 
 
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