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Dal 28 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026, VOGA Art Project presenta STORIELLETTE, mostra bi-personale di Gianni D’Urso e Giuseppe De Mattia, terzo e ultimo capitolo del ciclo espositivo 2025 dedicato al dialogo tra due artisti.


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Curata da VOGA Art Project, l’esposizione inaugura sabato 27 dicembre alle ore 19.00 negli spazi di via Francesco Curzio dei Mille 58, a Bari, e si configura come un racconto frammentato e incisivo sul nostro presente.


Il titolo rimanda esplicitamente a Sturiellet di Andrea Pazienza, raccolta iconica di brevi storie quotidiane, lampi autobiografici e osservazioni ironiche sul reale. Allo stesso modo, STORIELLETTE costruisce un mosaico di narrazioni minime e discontinue, mettendo in relazione le Cronache vere di Giuseppe De Mattia e la serie I ragazzi stanno bene di Gianni D’Urso. Ne emerge un insieme di episodi che parlano di disillusioni sociali, precarietà esistenziale, fughe mancate e piccoli fallimenti, osservati con uno sguardo lucido, mai compiacente.


Giuseppe De Mattia porta in mostra un immaginario stratificato che intreccia memoria personale, tradizioni popolari e critica del sistema dell’arte. Attraverso fotografia, disegno e audiovisivo, l’artista costruisce dispositivi narrativi ironici e affilati, capaci di smascherare le dinamiche economiche, politiche ed espositive che regolano il mondo culturale. Il suo lavoro si muove sul confine tra folk art e pratiche concettuali, mantenendo sempre un forte legame con la dimensione collettiva e con l’esperienza quotidiana.


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Figlio di gazza, 2023, Matèria Roma Photo_Roberto Apa

Gianni D’Urso risponde con opere che nascono da materiali raccolti, immagini preesistenti e oggetti manipolati, dando forma a cortocircuiti visivi in cui convivono gioco, sogno e disincanto. La sua ricerca indaga la fragilità della condizione umana, mettendo in scena una realtà instabile e precaria, attraversata da slittamenti semantici e poetici. Precarietà, fallimento e ironia diventano così strumenti per osservare il presente senza retorica, ma con una sottile tensione critica.



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Dipinti, disegni e sculture dialogano con un’installazione sonora site-specific realizzata a quattro mani, componendo un archivio di appunti, voci e sensazioni. STORIELLETTE si presenta come un racconto aperto, che oscilla tra malinconia e ironia, restituendo uno sguardo acuto e resistente sulle crepe del nostro tempo.


VOGA Art Project

Via Francesco Curzio dei Mille 58, 70123, Bari


28 dicembre - 22 febbraio 2026

 
 

In occasione del suo trentesimo anniversario, il MACBA presenta Like a Dance of Starlings. MACBA Collection: Thirty Years and Infinite Ways of Being, una mostra che propone una rilettura profonda e non convenzionale della propria collezione.


Views from the exhibition "Like a Dance of Starlings: MACBA Collection — Thirty Years and Infinite Ways of Being". Photo: Miquel Coll, 2025
Views from the exhibition "Like a Dance of Starlings: MACBA Collection — Thirty Years and Infinite Ways of Being". Photo: Miquel Coll, 2025

Visitabile fino al 28 settembre 2026, l’esposizione costruisce una narrazione collettiva che mette in discussione i concetti di individuo e comunità, articolando un dialogo aperto tra artisti di generazioni, linguaggi e contesti diversi.


Lontana da qualsiasi ordine cronologico o intento celebrativo, la mostra riunisce duecento opere di circa cinquanta artisti, molte delle quali esposte per la prima volta al MACBA, mentre una parte significativa è entrata recentemente nella collezione. Curata da Clàudia Segura e Núria Montclús, l’esposizione assume una forma mobile e rizomatica, ispirata al volo degli storni: immagini instabili, mutazioni continue, relazioni che si formano e si dissolvono generando nuove mappe di senso.


Il percorso si apre con i ritratti in bianco e nero di Fotomatón di Onofre Bachiller, realizzati tra il 1986 e il 2000 nei luoghi della notte barcellonese. Questo vasto archivio fotografico restituisce una città attraversata da desideri, identità fluide e trasformazioni sociali, documentando l’emergere della cultura club, delle comunità LGBTQ+ e di una Barcellona notturna che sfida norme e gerarchie. Le immagini diventano così una performance collettiva, un ritratto corale di soggettività in movimento.


Views from the exhibition "Like a Dance of Starlings: MACBA Collection — Thirty Years and Infinite Ways of Being". Photo: Miquel Coll, 2025
Views from the exhibition "Like a Dance of Starlings: MACBA Collection — Thirty Years and Infinite Ways of Being". Photo: Miquel Coll, 2025

La mostra si articola in cinque ambiti tematici che esplorano i processi di soggettivazione contemporanea. In Abitare i confini, le opere interrogano l’identità come costruzione porosa e instabile, attraversata da genere, corpo, razza e classe sociale. Artisti come Jean-Michel Basquiat, Ocaña e Tony Oursler mettono in crisi l’idea di un soggetto unitario, restituendo esistenze liminali e a lungo marginalizzate.


In Esistere attraverso la carne, il corpo emerge come luogo primario dell’esperienza e della conoscenza. Le opere di Àngels Ribé e altri artisti mostrano come l’identità non sia qualcosa di dato, ma un processo incarnato, performativo e situato, in costante relazione con il contesto.


Views from the exhibition "Like a Dance of Starlings: MACBA Collection — Thirty Years and Infinite Ways of Being". Photo: Miquel Coll, 2025
Views from the exhibition "Like a Dance of Starlings: MACBA Collection — Thirty Years and Infinite Ways of Being". Photo: Miquel Coll, 2025

Il percorso si apre infine a una dimensione più ampia in Vibrare nella natura, dove la soggettività viene pensata come rete di relazioni tra umano, ambiente e spiritualità. In lavori come Sonhos Yanomami di Claudia Andujar, l’essere umano appare inseparabile dal respiro della foresta, parte di un ecosistema condiviso e sacro.


MACBA

Plaça dels Àngels, 1, Ciutat Vella, 08001 Barcelona


Fino al 28 Settembre 2026

 
 

Il Turner Prize 2025 è stato assegnato a Nnena Kalu, una delle voci più intense e riconoscibili della scena artistica britannica contemporanea.


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Turner Prize 2025. Photo (c) James Speakman_PA Media Assignments

L’annuncio è arrivato durante una cerimonia pubblica alla Bradford Grammar School, condotta da Steven Frayne, noto al grande pubblico come Dynamo, nella cornice di Bradford UK City of Culture 2025 e trasmessa in diretta su BBC News. Alla vincitrice va il premio di 25.000 sterline, mentre gli altri finalisti – Rene Matić, Mohammed Sami e Zadie Xa – ricevono ciascuno 10.000 sterline.


La giuria ha sottolineato la qualità e il coraggio delle quattro proposte in mostra, capaci di restituire un’immagine complessa e sfaccettata dell’arte contemporanea di oggi. Pittura, scultura, disegno, installazione, suono e fotografia convivono in pratiche differenti ma accomunate da una forte consapevolezza formale e concettuale. La mostra del Turner Prize 2025, allestita alla Cartwright Hall Art Gallery di Bradford, ha già registrato oltre 34.000 visitatori, confermando il forte interesse del pubblico.


A distinguersi è stata la ricerca di Nnena Kalu, che realizza sculture sospese a partire da materiali eterogenei – tessuti di recupero, corde, nastro adesivo, pellicole, carta, bobine VHS – assemblati in forme avvolgenti, simili a nidi o bozzoli. Accanto alle sculture, l’artista presenta grandi disegni astratti, costruiti attraverso segni gestuali ripetuti, vigorosi e ritmici, che generano vortici e spirali dense di energia. La giuria ha lodato la capacità di Kalu di tradurre il gesto espressivo in opere di forte presenza fisica, sottolineando la finezza con cui gestisce scala, colore e composizione.


Michael E. Smith, ph. Carlo Favero
Drawing 12, 2021, Nnena Kalu. Installation view at Turner Prize 2025, Cartwright Hall Art Gallery. Courtesy of the artist, ActionSpace, London and Arcadia Missa, London. Photo © David Levene

Nata a Glasgow nel 1966 e attiva da oltre vent’anni a Londra, dove è artista residente presso ActionSpace nello studio di Studio Voltaire, Kalu ha sviluppato una pratica coerente e riconoscibile, spesso realizzata direttamente nello spazio espositivo. Le sue opere non occupano semplicemente il luogo, ma lo attivano, creando un dialogo serrato tra corpo, materia e ambiente


Installation view of Nnena Kalu’s presentation at the Turner Prize 2025, Cartwright Hall Art Gallery. Photo © David Levene
Installation view of Nnena Kalu’s presentation at the Turner Prize 2025, Cartwright Hall Art Gallery. Photo © David Levene

Istituito nel 1984 e intitolato a J.M.W. Turner, il premio resta uno dei più importanti osservatori sull’evoluzione dell’arte britannica. Anche nel 2025, il Turner Prize conferma la sua funzione di piattaforma critica, capace di dare visibilità a ricerche che interrogano il presente con radicalità e sensibilità. Con la vittoria di Nnena Kalu, il premio riconosce una pratica che unisce intensità emotiva e rigore formale, trasformando materiali umili in strutture potenti, capaci di restare impresse nello sguardo e nello spazio.


Turner Prize 2025


27 September 2025 to 22 February 2026

 
 
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