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Siamo in congiunture in cui di ideologia è meglio non parlare, pena non farsi capire dal mucchio selvaggio della moltitudine. Nel mondo dell’arte la situazione non è migliore. L’autore ci spiega come questo concetto si è evoluto, in chiave principalmente politica ma che non può che aver influenzato altri ambiti, non ultimo quello artistico.


L’ideologia, innanzitutto, è un modo per guidare il soggetto a sposare certe idee e, sovente, non si deve esemplificare. Sussiste a se stessa. Passioni e simboli aiutano le forze mobilitanti ideologiche. Qui l’arte può avere un grande potere d’ancella di certe concezioni del mondo. Ideologia, per l’autore, è sia critica che progetto. Difficile rimane però darne una definizione definitiva. Da Platone in poi si è pensato alla realtà come apparenza, dive andare a scoprire qualcosa di altro. Qui si generano nuovi mondi, s’immagina, in senso metafisico, di portare l’Idea nel mondo. Qui l’arte non rimane muta ma tenta di assecondare questa modalità. Per Heidegger il mondo si muta tramite la stessa crisi di una determinata congiuntura grazie “ alle forme oltre-concettuali della poesia “. Per Adorno non c’erano più opere d’arte ma prodotti dell’industria culturale e le ultime generazioni francofortesi tentano una critica ideologica dall’interno-esterno. Si arriva a Žižek, che pensa che il simbolico, come atto e non come ideologia, sia l’unico modo di cambiare lo status quo. L’umanità, dalla modernità, pare avere nelle proprie mani il suo destino. La scienza, già al tempo di Bacone, criticava l’ideologia come conoscenza abituale. Ciò deve riverberarsi nella società e diventa arma politica. Lo Stato è ordine ma c’è anche chi vuole altro, come ci dimostrano gli esempi di Spinoza e Rousseau. La nascita del capitalismo genera una nuova società europea, pure con una specificità intellettuale. Alla fine del Settecento nascono grandi diatribe tracollettività e politica statale. La ragione si fa ideologia di un mondo dove deve esserci uguaglianza civile ma non sociale. Con la Rivoluzione francese fede e ragione escono rimpicciolite ad ideologie. Hegel le criticherà entrambe, altri accuseranno ideologie successive, segno che la verità del pensiero sono estremamente precarie. Anche la Chiesa cattolica si è dovuta confrontare con il turbinio della modernità e ha dovuto esemplificare una propria dottrina sociale. Poi, durante l’Ottocento, si staglia anche il conservatorismo ma il vero cambio di marcia non solo ideologico sarà la rivoluzione russa del 1917. Qui la verità trionfa sull’opinione. E’ anche la fine della libertà espressiva per tanti autori. Solo gli artisti che si adeguano al Regime totalitario avranno possibilità espressive. Poi sarà la volta di fascismo e nazismo. Il fascismo sembra quello più lontano ad un’ideologia, “ definendosi più come un pragmatismo”. Resta il fatto che in questi tre regimi la dottrina è totale e vi è il tentativo del dominio totale delle coscienze. Dopo la Seconda guerra mondiale, fino al dissolversi dei regimi comunisti, il mondo si è diviso tra totalitarismo e società aperte. Tra Sessanta e Settanta cresce il femminismo ma è dal 1991 che la struttura occidentale liberaldemocratica-capitalistica risulta vittoriosa, ad eccezione della Cina e del suo tipico comunismo. Il neoliberalismo, dove la politica deve solo aiutare l’economia, ha lasciato molti cadaveri. Ogni sapere diventa abilità e diviene “ pensiero unico “. Chi controlla certi centri di comunicazione ha più possibilità di successo, anche in campo artistico. Non bisogna avere grandi idee per emergere, ci vogliono quelle del momento o le amicizie giuste nei canali giusti. L’arte sposta il proprio baricentro, anche lei sempre più asservita al capitale. L’autore, non facendo più gruppo, si trova a redimersi in tale sostrato finanziariamente dominio. Il neoliberismo non ha mantenuto le proprie promesse e sono nate nuove ideologie che però non hanno ancora potuto soppiantare l’esistente. Lo stesso si può notare nell’arte, dove agli intellettuali si sono sostituiti i personaggi televisivi. Siamo in un mercato delle verità, dove reale e virtuale si innestano uno con l’altro nel politicamente corretto e dove sorgono rivendicazioni che vogliono riscrivere la storia. La società aperta si mostra molto più limitante per l’essere ma permangono ideologie, sovente confuse, che ancora tendono ad un cambiodella solita politica. Anche l’arte può avere la sua parte in questa situazione in itinere.


STEFANO TADDEI


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All’interno di Cremona Art Fair 24 – 26 marzo 2023, in collaborazione con il Premio Combat, nasce 20+ a call for DRAWINGS, progetto interamente dedicato al disegno, pratica che negli ultimi anni ha visto un processo di ridefinizione dei propri confini.

Attraverso un contest, curato da Camilla Remondina in collaborazione con la direzione artistica del Premio, verranno selezionate le migliori opere su carta per dar vita ad un progetto espositivo che si configura come uno studio sulla fenomenologia del disegno, base comune e condivisa di ogni esperienza artistica.

Nato per offrire una opportunità di crescita e visibilità a tutte quelle realtà ed esperienze creative che caratterizzano la produzione artistica contemporanea, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni, la mostra prenderà forma durante i giorni della fiera in una sorta di progressiva genesi arborescente, ponendo le opere in dialogo con le scelte della curatrice e l’ambiente.




Il concorso è aperto a tutti gli artisti contemporanei, di ogni nazionalità. Non ci sono limiti di età, né vincoli tematici. La call è gratuita e aperta a tutte le forme del disegno contemporaneo.

Per partecipare avete tempo fino al 31 gennaio 2023, compilando il form alla pagina del sito di Cremona Art Fair https://www.cremonaartfair.com/programma

Per ulteriori info si può inviare una mail a info@cremonaartfair.it o a info@premiocombat.it


Sotto con le candidature!

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Con l’annuncio dei vincitori si è conclusa sabato 8 Ottobre la tredicesima edizione del PREMIO COMBAT PRIZE, concorso internazionale d’arte contemporanea ideato dall’Associazione culturale Blob Art, in compartecipazione con il Comune di Livorno, con il sostegno della Fondazione Livorno e della casa editrice Sillabe insieme al partner Opera Laboratori, oltre che di Poliart, azienda leader nella produzione di polistirene espanso.


La giuria, composta da Ilaria Gianni, Francesca Baboni, Lorenzo Balbi, Andrea Bruciati, Davide Ferri, Stefano Taddei, ha scelto come vincitore del Premio Combat, novità di questa tredicesima edizione, dal valore di diecimila euro Caterina Morigi con l’opera Cratere, con la seguente motivazione:

“Per aver saputo rappresentare nella propria opera un vero atto di riformulazione, capace di offrire una nuova narrazione sulle cose, sui materiali e sui modelli classici, proseguendo una ricerca coerente e approfondita sulle possibilità inesplorate della materia e sperimentando l’incontro tra argilla, forme naturali e lava vulcanica il premio Combat 2022, con l'opera Cratere, va a Caterina Morigi”.


Cratere scultura, terra nera semirefrattaria, lava, conchiglie 40 x 38 x 42 cm
Cratere, scultura, terra nera semirefrattaria, lava, conchiglie 40 x 38 x 42 cm

Per la sezione Pittura, la giuria ha assegnato il premio ex-aequo a Noemi Durighello con l’opera Daydream, con la seguente motivazione:

“Colore in forma di natura morta, che riattualizza un genere secondo una sensibilità leggera e dall'accento lirico, venata da un'urgenza operativa contemporanea. Una pittura introspettiva che si dispiega liberamente sulla tela, dove anche l'apparente errore della stesura, rivela grande capacità di visione per una pittura modernamente femminile e metafisica”.


Daydream, olio su tela, 165 x 130 cm
Daydream, olio su tela, 165 x 130 cm

Per la sezione Pittura la giuria ha inoltre assegnato il premio ex-aequo a Matteo Messori con l’opera La mascella di Caino con la seguente motivazione:

“Un’opera che dimostra una decisiva capacità di far dialogare assieme la potenza della pittura con una tridimensionalità scultorea. Aggrappandosi semanticamente ad un rimando letterario, e giocando sull’ambiguità di un pensiero che diviene monumento, vince la sezione pittura Matteo Messori con l’opera la mascella di Caino.


La Mascella Di Caino, acrilico e olio, denim (jeans) 200 x 160 cm
La Mascella Di Caino, acrilico e olio, denim (jeans) 200 x 160 cm

Per la sezione Fotografia, la giuria ha decretato vincitore Giulia Bernardi con l’opera Dinosauro, con la seguente motivazione:

“La fotografia di Giulia Bernardi, Dinosauro, colpisce per il suo carattere apparentemente minimo e al contempo poetico, interpretando un intrico di vegetazione come un’apparizione casuale, un dinosauro ai piedi di un grosso albero. L’immagine sottende l’idea di una piccola epifania, di un’incursione di una dimensione extraumana nel tempo ordinario, senza smarrire il suo aspetto di appunto visivo, di frammento prelevato dalla quotidianità.”


Dinosauro, fotografia analogica, stampa fine art su carta cotone montata su cornice legno chiaro 55 x 40 cm
Dinosauro, fotografia analogica, stampa fine art su carta cotone montata su cornice legno chiaro 55 x 40 cm

Per la sezione Grafica, la giuria ha premiato Guido Ravanelli con l’opera Autoritratto all’Eurospin con la seguente motivazione:

“L’efficacia di Autoritratto all’Eurospin di Guido Ravanelli consiste nella sua capacità di fronteggiare l’osservatore con assertività e immediatezza. Si tratta di un autoritratto traslato in un oggetto residuale, banale, uno di quegli oggetti che restano nelle tasche dei pantaloni al termine di una giornata; un autoritratto che parla di un io che è un “noi quotidiano”, un noi in attesa di essere serviti al banco di un supermercato. L’immagine, venata di reminiscenze pop, assume un tono lirico, vagamente malinconico, sospendendo quell’oggetto semplice su una campitura pastello uniforme, azzurro cielo.”


Autoritratto all’Eurospin, linoleumgrafia, carta magnani 220 gr. in cornice 100 x 70 cm
Autoritratto all’Eurospin, linoleumgrafia, carta magnani 220 gr. in cornice 100 x 70 cm

La giuria ha decretato vincitore per la sezione Scultura/Installazione Arianna Ferreri, con l’opera Ri-suono, con la seguente motivazione:

“Una capacità evocativa al contempo disturbante e suggestiva.

Per la grande abilità di creare un ri-suonare che rimanda al rumore incessante di un suono puramente meccanico che stride con la fragilità e la delicatezza della porcellana creando un cortocircuito, vince la sezione installazione con l’opera “ri-suono” Arianna Ferreri”.


RI-SUONO, porcellana, metallo, slitta meccanizzata 25 x 60 x 20
RI-SUONO, porcellana, metallo, slitta meccanizzata 25 x 60 x 20

Infine, per la sezione Video, la giuria ha assegnato il premio ad Anouk Laure Chambaz con l’opera Marica, con la seguente motivazione:

“Per il tempo che dedica all’osservazione, all’indagine e all’ascolto del soggetto ritratto. Lo sguardo di Anouk Laure Chambaz attraversa storie, memorie e immaginari per restituire una visione narrativa-contemplativa che si sofferma su elementi fragili e marginali, fatta di sospensioni e successive sorprese.

I suoi lavori video accompagnano lo spettatore in una esplorazione di uno spazio in cui la rappresentazione della realtà lascia ampio margine alla dimensione onirica. Chambaz ci invita a decentrare il nostro punto di vista antropocentrico, rammentandoci come sia necessario moltiplicare le prospettive per connetterci con la natura e i suoi abitanti, le loro storie e i loro bisogni, in una corrispondenza di sensi.

Il lavoro dell’artista, in un equilibrio di forze concettuali, poetiche e politiche allo stesso tempo, scuote lo sguardo e la coscienza attraverso la prospettiva dell’immaginario.”


Marica, video, 10’
Marica, video, 10’

L’assegnazione del Premio Galleria, premio speciale nato dalla nuova collaborazione con le seguenti sette gallerie di primo piano nel contemporaneo e lo spazio indipendente SAC spazio arte contemporanea di Livorno, consiste nella realizzazione di un progetto espositivo nei propri spazi nella stagione 2023, dando così continuità al confronto aperto durante la partecipazione al Premio:

La galleria Add-art di Spoleto ha selezionato come suo vincitore Andrea Ceddia.

La galleria romena IAGA contemporary Art, con sede a Cluj, ha premiato Francesco Fossati.

La galleria Labs Gallery di Bologna ha assegnato il premio a Noemi Durighello.

La galleria Lunetta 11 di Borgo Lunetta, a Cuneo, ha decretato vincitore Lorenzo Modica.

Per la galleria Magazzeno di Ravenna il vincitore è Xinhan Yu.

La galleria veneziana Marina Bastianello Gallery ha assegnato il premio a Meghan Shawnee Littlewood.

La galleria Matèria di Roma ha premiato l’artista Marilisa Cosello.

Lo spazio indipendente SAC spazio arte contemporanea di Livorno, infine, ha selezionato come vincitore Camilla Gurgone.

Il premio Poliart viene assegnato a Filippo Tappi. L’azienda Poliart, leader nel settore del polistirene espanso, sosterrà la produzione di una nuova opera dell’artista.

In ultimo, il Premio della Giuria Popolare, conferito in base alle preferenze espresse dal pubblico partecipante, viene assegnato a Gianni Lucchesi con l’opera Il golfista.

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