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GUGLIELMO CASTELLI e FABIO CHERSTICH - Sospeso nel moto con addebito di vuoto

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  • Tempo di lettura: 2 min

Sabato 21 marzo, negli spazi della Chiesa di San Carlo a Cremona, è stato inaugurato Sospeso nel moto con addebito di vuoto, progetto che unisce installazione, pittura e performance in un ambiente immersivo.


Sospeso nel moto con addebito di vuoto

Il progetto prende avvio da una filastrocca di Guglielmo Castelli, che introduce i temi centrali del lavoro: la sospensione, la caduta, l’incertezza e la possibilità che anche l’errore trovi una propria forma. Queste tensioni si traducono in un dispositivo spaziale in cui immagine, suono e movimento concorrono alla costruzione dell’esperienza.


L’intervento si sviluppa come un ambiente continuo, in cui un grande fondale si solleva dal pavimento generando una sorta di limbo visivo. Le superfici pittoriche, attraversate da figure fragili e sospese, sembrano suggerire corpi in caduta, richiamando iconografie barocche e dinamiche di perdita di equilibrio. Elementi mobili, ispirati ai dispositivi scenici del teatro barocco, introducono ulteriori livelli di profondità e trasformazione, senza ricorrere a una costruzione prospettica tradizionale.


La pittura di Guglielmo Castelli si espande oltre il quadro, diventando parte integrante dello spazio e contribuendo alla definizione di un ambiente attraversabile. Le immagini emergono e si dissolvono, costruendo una dimensione visiva instabile e in continuo mutamento.


Durante l’inaugurazione, l’installazione è stata attivata da una performance affidata a un terzetto d’archi e a un coro di performer. Il suono, ispirato alla tradizione del madrigale e aperto a esiti più contemporanei, ha attraversato lo spazio come una presenza diffusa, mentre i performer hanno abitato l’ambiente alternando apparizione e sottrazione, in un dialogo costante con le architetture e le immagini.


Concluso il momento performativo, l’opera continua a vivere come installazione visitabile. Il pubblico può muoversi liberamente nello spazio, entrando in relazione diretta con gli elementi scenici e visivi. Il progetto si configura così come una composizione ambientale in cui la fruizione non è più frontale, ma esperienziale e dinamica.


SAN CARLO è uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea, reso possibile dall’impegno di Lorenzo Spinelli e orientato alla ricerca, alla produzione e alla condivisione culturale. La direzione artistica è affidata a Francesca Minini.

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