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Al Museum of Art Pudong di Shanghai la più grande mostra mai realizzata all’estero dedicata all’artista.


Dal 17 giugno al 28 ottobre 2026

Giorgio Morandi, Natura morta, 1956, Olio su tela, V.985
Giorgio Morandi, Natura morta, 1956, Olio su tela, V.985, Museo Morandi. Settore Musei Civici Bologna, Comune di Bologna © Giorgio Morandi, by SIAE 2026

Dal 17 giugno al 28 ottobre 2026 il Museum of Art Pudong (MAP) di Shanghai ospita Giorgio Morandi. Solo (乔治·莫兰迪:独白), la più ampia e importante mostra mai realizzata all’estero dedicata a Giorgio Morandi, e la prima grande retrospettiva monografica dell’artista in Cina. Promossa nell’ambito delle relazioni culturali internazionali sviluppate dalla città di Bologna e dal Museo Morandi, la mostra rappresenta un progetto di straordinario valore culturale e simbolico, capace di

rafforzare il dialogo tra Italia e Cina attraverso l’opera di un artista universalmente riconosciuto per la sua ricerca poetica, silenziosa e radicale.


Bologna, città in cui Morandi ha vissuto e lavorato per tutta la vita e che oggi custodisce il nucleo più importante della sua eredità artistica attraverso il Museo Morandi, si conferma così protagonista attiva nella costruzione di relazioni culturali internazionali e nella valorizzazione del proprio patrimonio artistico come strumento di dialogo tra culture. Sottolinea Matteo Lepore, Sindaco di Bologna: «Portare a Shanghai la più grande mostra mai realizzata all'estero dedicata a Giorgio Morandi significa portare nel mondo una parte essenziale dell'identità culturale di Bologna. Morandi è uno degli artisti che più profondamente raccontano il rapporto tra la nostra città e la dimensione universale della cultura. Questo progetto rafforza il dialogo tra Bologna e la Cina e

conferma il ruolo della cultura come strumento di relazione, conoscenza e cooperazione internazionale.»



Li Minkun, Presidente del Museum of Art Pudong, dichiara: «Il Museum of Art Pudong ha sempre dato priorità agli scambi culturali e artistici internazionali, portando costantemente a Shanghai importanti risorse artistiche provenienti da tutto il mondo. Allo stesso tempo, riflettiamo continuamente su come un museo d’arte possa instaurare legami più profondi con la vita urbana, la sensibilità estetica del pubblico e le esigenze culturali dei nostri visitatori. La nostra significativa collaborazione con il Museo Morandi per la mostra Giorgio Morandi. Solo segna un capitolo importante in questo impegno costante. Per aiutare il pubblico cinese a cogliere appieno l’essenza delle opere di Morandi, questa mostra offre un’esperienza spaziale innovativa grazie al suo allestimento scenografico. Allontanandosi dal design espositivo convenzionale, la mostra dispone i capolavori e gli oggetti originali in combinazioni di particolare significato. Quando gli “oggetti dei dipinti” vengono ricreati in loco, il pubblico può comprendere meglio le composizioni geometriche sulla tela e percepire realmente le pennellate di Morandi.»


Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione internazionale del patrimonio culturale bolognese e conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di consolidare sempre più il rapporto tra la città, il territorio e la figura di Morandi, interprete essenziale dell’identità culturale italiana del Novecento.

Curata da Lorenzo Balbi, Direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e del Museo Morandi, e da Francesco D’Arelli, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, Giorgio Morandi. Solo presenta oltre 140 opere tra dipinti, incisioni, acquerelli e disegni. Il percorso riunisce capolavori raramente esposti all’estero e in molti casi mai presentati in Cina, offrendo al pubblico asiatico una rilettura completa della ricerca morandiana attraverso un corpus eccezionale per qualità, ampiezza e rilevanza storico-critica.


Giorgio Morandi, Natura morta, 1952, Olio su tela, V.823
Giorgio Morandi, Natura morta, 1952, Olio su tela, V.823, Museo Morandi. Settore Musei Civici Bologna, Comune di Bologna © Giorgio Morandi, by SIAE 2026

La mostra comprende opere restaurate per l’occasione, materiali originali provenienti dal Museo Morandi e da Casa Morandi e un articolato progetto curatoriale e museografico concepito appositamente per Shanghai. L’allestimento inedito, progettato da Aldo Cibic Workshop, restituisce la dimensione intima, raccolta e silenziosa che caratterizza l’opera dell’artista.

Il titolo Solo sintetizza il senso del progetto: una grande retrospettiva monografica che pone Morandi al centro della scena, senza confronti o contrappunti, affidando esclusivamente alla sua opera il compito di occupare lo spazio dell’esposizione.

Ospitata al Museum of Art Pudong (MAP), il prestigioso museo progettato da Ateliers Jean Nouvel sulle rive del fiume Huangpu, la mostra si rivolge a un pubblico che negli ultimi anni ha manifestato una crescente attenzione verso Morandi. In Cina la sua opera è infatti oggetto di studio, collezionismo e profonda ammirazione, rendendo Shanghai il contesto ideale per accogliere quella che si configura come la più importante presentazione internazionale mai dedicata al maestro bolognese.

Inaugurato nel 2021, il MAP si è rapidamente affermato come uno dei principali poli culturali asiatici grazie alla collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni museali internazionali, tra cui la Galleria Borghese, le Gallerie degli Uffizi, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Musée d'Orsay e il Musée du Louvre.


Natura morta, 1952, TE.1952/9
Natura morta, 1952, TE.1952/9, Museo Morandi. Settore Musei Civici Bologna, Comune di Bologna © Giorgio Morandi, by SIAE 2026

Il progetto è realizzato grazie a una virtuosa collaborazione pubblico-privata sviluppata dal Comune di Bologna insieme a MondoMostre, nell’ambito di un programma di valorizzazione internazionale dedicato a Giorgio Morandi. Un modello che punta a rafforzare la presenza dell’opera morandiana nei principali contesti museali internazionali e, al tempo stesso, a sostenere la valorizzazione dei luoghi morandiani a Bologna attraverso una strategia integrata che unisce cultura, relazioni internazionali e promozione territoriale.

L’iniziativa guarda inoltre oltre Shanghai, inserendosi in un più ampio percorso internazionale dedicato a Morandi che proseguirà successivamente a Seul, confermando il crescente interesse dell’Asia verso uno dei grandi maestri del Novecento italiano.


Giorgio Morandi. Solo rappresenta così non soltanto una grande operazione espositiva internazionale, ma anche una nuova tappa nel percorso di valorizzazione globale dell'eredità morandiana. Un progetto che rafforza il ruolo di Bologna come città custode dell'opera dell'artista e ne rilancia la presenza nei principali scenari culturali internazionali.

Un ringraziamento speciale ai partner istituzionali: Shanghai Lujiazui East Bund Culture Development Co., Ltd., Consolato Generale d’Italia a Shanghai, Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, Ministero della Cultura - Direzione Generale Musei.

 
 

Kunsthalle Lissabon, Lisbona, Portogallo


Inaugurazione mercoledì 24 giugno alle 18.00

June Crespo. Foto: Alex Iturralde, 2024.
June Crespo. Foto: Alex Iturralde, 2024.

P420 è lieta di presentare “MÁS GRAVES”, mostra personale di June Crespo (Pamplona, 1982) presso Kunsthalle Lissabon. Crespo sviluppa da anni una pratica scultorea e installativa che indaga il rapporto tra corpo, materia e spazio architettonico, generando una tensione tra i limiti della scala, del peso e della presenza fisica. Il suo lavoro ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale, affermandola come una delle figure più rilevanti dell’arte contemporanea spagnola e portandola a realizzare mostre personali presso istituzioni quali la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, la Secessione di Vienna, il Museo Guggenheim di Bilbao, Le Crédac di Parigi e il Centro de Arte Dos de Mayo (CA2M) di Madrid.


Il titolo della mostra, “MÁS GRAVES”, si fonda su un gioco concettuale e linguistico che intreccia fisica e acustica. Da un lato richiama direttamente l’idea di gravità, peso e densità della materia, riflettendo lo sforzo fisico e il sostegno necessario alle opere nello spazio. Dall’altro si riferisce ai suoni gravi, alle frequenze basse e profonde che permeano l’ambiente. Unendo il peso corporeo alla vibrazione immateriale del suono, Crespo propone una lettura ampliata della materia, suggerendo che ciò che è denso e pesante possiede anche una propria capacità di risuonare e di emettere una frequenza.



Informazioni:

Kunsthalle Lissabon, Lisbona

📆 24 giugno— 5 settembre 2026

Inaugurazione mercoledì 24 giugno, 18.00

Ingresso libero dal giovedì al sabato, dalle ore 15.00 alle ore 19.00

 
 

Entra a far parte della collezione del Museo Vedere le cose (per A.S.), 2025, installazione site-specific di Joseph Kosuth


Inaugurazione dell’opera il 1° luglio, alla presenza dell’artista.

Joseph Kosuth, Vedere le cose (per A.S.), 2025, installazione neon, testo in neon bianco caldo installato direttamente sulla facciata
Joseph Kosuth, Vedere le cose (per A.S.), 2025, installazione neon, testo in neon bianco caldo installato direttamente sulla facciata, Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

Si è ‘accesa’ sulla facciata laterale del Museo del Novecento Vedere le cose (per A.S.), 2025, la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth. L'opera, una 'scrittura di luce' che si allunga per 28 metri sul lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune di Milano e quindi entrata a far parte della Collezione permanente del Museo, sarà inaugurata ufficialmente il prossimo 1° luglio (ore 19) dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, alla presenza dell’artista.


«Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità»: questa la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo.

La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso.


L’installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l’avvio del cantiere per l’ampliamento nella seconda torre dell’Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità.

“L’opera di Kosuth getta idealmente un ponte verso il secondo Arengario, destinato a diventare estensione del Museo, accompagnandolo fino alle soglie del contemporaneo”, afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.


Il progetto è nato nel contesto del progetto di Metafisica/Metafisiche, la grande mostra diffusa – curata da Vincenzo Trione e prodotta da Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia con Electa – che indaga proprio la persistenza della visione metafisica dal primo Novecento alla contemporaneità. Se il progetto espositivo si avvia alla conclusione il prossimo 21 giugno, l'opera di Kosuth ne prolunga idealmente la riflessione estendendola allo spazio urbano, per lasciare un segno visibile e permanente alla città.

 
 
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