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Il 17 dicembre 2025, dalle 18:00 alle 19:30, l’Auditorium del MACRO ospita la presentazione del catalogo Identità oltre confine, edito da Quodlibet.


_2nd_Photo Michael e. Smith
Identità oltre confine, MACRO

L’incontro rappresenta un momento chiave di restituzione e approfondimento di un progetto nato in occasione dei venticinque anni della Collezione di Arte Contemporanea della Farnesina e sviluppatosi attraverso una mostra itinerante presso diversi Istituti Italiani di Cultura nel mondo.


Più che un semplice catalogo, Identità oltre confine si configura come uno spazio di riflessione aperta sulle urgenze del presente. Il volume affronta temi centrali del nostro tempo – identità, memoria, coesistenza tra esseri umani e natura – interrogando il ruolo dell’arte in un’epoca segnata da crisi ambientali, globalizzazione e trasformazioni sociali profonde. Il progetto non propone risposte definitive, ma apre un dialogo destinato a rimanere vivo, capace di generare nuove letture e connessioni.


Come la mostra da cui nasce, anche il libro supera confini geografici e simbolici, ampliando il campo di indagine attraverso contributi critici e prospettive istituzionali che rafforzano l’impianto teorico del progetto. Il catalogo diventa così un luogo di pensiero parallelo, che approfondisce le ricerche degli artisti coinvolti e ne estende la portata oltre il tempo dell’esposizione.


Michael E. Smith, ph. Carlo Favero
Elena Bellantoni, il manifesto della volpe

La presentazione, moderata da Benedetta Carpi De Resmini, curatrice del volume e del progetto, è concepita come un unico flusso di dialogo tra parola e gesto, tra riflessione teorica e pratica artistica. La prima parte vede gli interventi di Marco Maria Cerbo, Capo dell’Unità per il Coordinamento degli Istituti Italiani di Cultura, Cecilia Canziani, critica e storica dell’arte, e Giuseppe Garrera, storico e critico d’arte. I relatori, autori di testi presenti nel volume, offriranno una riflessione condivisa sul ruolo dell’arte come spazio di traduzione, relazione e connessione tra linguaggi e contesti differenti.


Il cuore dell’evento prende forma nella seconda parte, dedicata agli artisti. In linea con lo spirito della mostra itinerante, l’auditorium si trasforma in un ambiente vivo e partecipato, dove il discorso critico incontra l’azione artistica. Tomaso Binga, Elena Bellantoni, Rä Di Martino, Paola Gandolfi, Silvia Giambrone, Elisa Montessori e Agnese Purgatorio attiveranno brevi performance, letture e gesti, dando corpo alle opere e instaurando un rapporto diretto con il pubblico.


Museo MACRO

Via Nizza, 138, Roma


Date

17 Dicembre

 
 

Dal 30 gennaio al 26 aprile 2026, Palazzo Bentivoglio a Bologna ospita C C, la mostra personale di Michael E. Smith, uno degli artisti americani più radicali e influenti della sua generazione.


_2nd_Photo Michael e. Smith
_2nd_Photo Michael e. Smith

Curata da Simone Menegoi e Tommaso Pasquali, l’esposizione si sviluppa negli spazi sotterranei del palazzo, trasformati dall’artista in un ambiente essenziale, teso e profondamente immersivo. L’ingresso è gratuito, a conferma della vocazione del progetto a costruire un rapporto diretto tra ricerca artistica e pubblico.


Da oltre vent’anni, Michael E. Smith ridefinisce i confini della scultura e dell’installazione attraverso una pratica che si muove tra minimalismo e residuo, presenza e assenza, materia e silenzio. Le sue opere nascono spesso da materiali trovati, scarti industriali e oggetti di recupero, elementi che portano con sé tracce di uso, consumo e abbandono. Inseriti nello spazio con precisione chirurgica, questi frammenti generano installazioni di forte impatto emotivo, in cui il quotidiano appare al tempo stesso fragile e minaccioso.


Ogni mostra di Smith è concepita come un’esperienza unica e irripetibile. Oggetti, architettura e luce operano all’unisono, trasformando il luogo espositivo in un corpo vivo, attraversato da una tensione costante. Il vuoto, l’attesa e il silenzio diventano strumenti compositivi fondamentali: è proprio nella sottrazione che l’artista concentra il significato, costringendo lo spettatore a una percezione attenta, quasi allerta.


Michael E. Smith, ph. Carlo Favero
Michael E. Smith, ph. Carlo Favero

Cresciuto nella Detroit postindustriale, Smith traduce nella forma scultorea una memoria segnata dal declino industriale e dalla precarietà urbana. I suoi lavori restituiscono una riflessione inquieta sul destino degli oggetti e dei luoghi, e sul loro rapporto con il tempo umano. In C C, questa ricerca si confronta con un contesto architettonico denso di storia: i sotterranei di Palazzo Bentivoglio, con la loro stratificazione materiale e simbolica, diventano un nuovo terreno di esplorazione.


Come sottolineano i curatori, dopo aver messo in crisi la neutralità del white cube, Smith approda a uno spazio in cui la complessità storica e fisica diventa un punto di partenza imprescindibile. Il dialogo con il luogo ha innescato nell’artista una trama di risonanze intime, facendo emergere memorie legate a una vicenda familiare mai condivisa prima, che contribuiscono a caricare ulteriormente l’atmosfera della mostra.


Palazzo Bentivoglio

via del Borgo di San Pietro 1, Bologna


Date

30 gennaio – 26 aprile 2026

 
 

Fino all’11 gennaio 2026, la Sala Fontana di Palazzo Esposizioni Roma ospita Giorgio Morandi nella Collezione Eni. Un viaggio attraverso la storia culturale del cane a sei zampe e l’eredità di Enrico Mattei.


Massimo Bartolini, 100 giorni, 2025 Courtesy San Carlo Cremona e l’artista. Con il contributo di MASSIMODECARLO. Ph: Form Group - Andrea Rossetti
Giorgio Morandi nella Collezione Eni. Un viaggio attraverso la storia culturale del cane a sei zampe e l’eredità di Enrico Mattei, Palazzo Esposizioni Roma

La mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, realizzata da Azienda Speciale Palaexpo e ideata e prodotta da Eni.


Il cuore dell’esposizione è affidato a due nature morte di Giorgio Morandi, datate 1919 e 1941, appartenenti al nucleo storico della Collezione Eni. Sono opere apparentemente silenziose, ma capaci di aprire una riflessione ampia: su cosa significhi collezionare, su come l’arte possa abitare i luoghi del lavoro, e su quale ruolo abbia avuto la visione di Enrico Mattei nel costruire un rapporto non ornamentale — ma strutturale — tra impresa e cultura.


La collezione nasce infatti tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta, quando Mattei avvia un progetto che va oltre la logica dell’investimento. L’idea è chiara: creare attorno alle persone dell’Eni un ambiente stimolante, dove lo sguardo possa essere allenato e la creatività resti attiva anche nella quotidianità degli uffici. Per questo, accanto a Morandi, entrano in collezione autori come Casorati, Sironi, De Pisis, Cantatore, Guttuso: opere destinate non a rimanere nascoste, ma a vivere nello spazio operativo, come presenza costante.


Negli anni il patrimonio si amplia, includendo anche nomi come Boetti, Adami e Rotella, e si consolida un principio di condivisione: la disponibilità, spesso gratuita, del patrimonio aziendale a curatori e istituzioni internazionali. Le due nature morte di Morandi, del resto, hanno già viaggiato in Giappone, Russia, Stati Uniti e Spagna, portando con sé non solo il linguaggio del maestro, ma anche una storia italiana di modernità e progettualità culturale.


L’allestimento in Sala Fontana accompagna il pubblico dentro questa trama, rendendo visibile una continuità rara: la sintonia tra la pittura di Morandi — fatta di misura, concentrazione ed essenzialità — e la visione di Mattei, che nell’arte riconosceva un esercizio di rigore dello sguardo. In questo incontro tra due nature morte e un’idea di cultura d’impresa, la mostra diventa un invito a guardare meglio: gli oggetti, gli spazi, e la possibilità che arte e tecnica non siano opposti, ma complementari.


Palazzo Esposizioni Roma

Via Nazionale 194


Date

11 Dicembre – 11 Gennaio 2026

 
 
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