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Kunsthalle Lissabon, Lisbona, Portogallo


Inaugurazione mercoledì 24 giugno alle 18.00

June Crespo. Foto: Alex Iturralde, 2024.
June Crespo. Foto: Alex Iturralde, 2024.

P420 è lieta di presentare “MÁS GRAVES”, mostra personale di June Crespo (Pamplona, 1982) presso Kunsthalle Lissabon. Crespo sviluppa da anni una pratica scultorea e installativa che indaga il rapporto tra corpo, materia e spazio architettonico, generando una tensione tra i limiti della scala, del peso e della presenza fisica. Il suo lavoro ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale, affermandola come una delle figure più rilevanti dell’arte contemporanea spagnola e portandola a realizzare mostre personali presso istituzioni quali la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, la Secessione di Vienna, il Museo Guggenheim di Bilbao, Le Crédac di Parigi e il Centro de Arte Dos de Mayo (CA2M) di Madrid.


Il titolo della mostra, “MÁS GRAVES”, si fonda su un gioco concettuale e linguistico che intreccia fisica e acustica. Da un lato richiama direttamente l’idea di gravità, peso e densità della materia, riflettendo lo sforzo fisico e il sostegno necessario alle opere nello spazio. Dall’altro si riferisce ai suoni gravi, alle frequenze basse e profonde che permeano l’ambiente. Unendo il peso corporeo alla vibrazione immateriale del suono, Crespo propone una lettura ampliata della materia, suggerendo che ciò che è denso e pesante possiede anche una propria capacità di risuonare e di emettere una frequenza.



Informazioni:

Kunsthalle Lissabon, Lisbona

📆 24 giugno— 5 settembre 2026

Inaugurazione mercoledì 24 giugno, 18.00

Ingresso libero dal giovedì al sabato, dalle ore 15.00 alle ore 19.00

 
 

Entra a far parte della collezione del Museo Vedere le cose (per A.S.), 2025, installazione site-specific di Joseph Kosuth


Inaugurazione dell’opera il 1° luglio, alla presenza dell’artista.

Joseph Kosuth, Vedere le cose (per A.S.), 2025, installazione neon, testo in neon bianco caldo installato direttamente sulla facciata
Joseph Kosuth, Vedere le cose (per A.S.), 2025, installazione neon, testo in neon bianco caldo installato direttamente sulla facciata, Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

Si è ‘accesa’ sulla facciata laterale del Museo del Novecento Vedere le cose (per A.S.), 2025, la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth. L'opera, una 'scrittura di luce' che si allunga per 28 metri sul lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune di Milano e quindi entrata a far parte della Collezione permanente del Museo, sarà inaugurata ufficialmente il prossimo 1° luglio (ore 19) dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, alla presenza dell’artista.


«Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità»: questa la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo.

La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso.


L’installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l’avvio del cantiere per l’ampliamento nella seconda torre dell’Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità.

“L’opera di Kosuth getta idealmente un ponte verso il secondo Arengario, destinato a diventare estensione del Museo, accompagnandolo fino alle soglie del contemporaneo”, afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.


Il progetto è nato nel contesto del progetto di Metafisica/Metafisiche, la grande mostra diffusa – curata da Vincenzo Trione e prodotta da Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia con Electa – che indaga proprio la persistenza della visione metafisica dal primo Novecento alla contemporaneità. Se il progetto espositivo si avvia alla conclusione il prossimo 21 giugno, l'opera di Kosuth ne prolunga idealmente la riflessione estendendola allo spazio urbano, per lasciare un segno visibile e permanente alla città.

 
 


20 giugno - 25 ottobre 2026

a cura di Grégory Couderc, Anne Dopffer, Alberto Fiz

Bozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957, olio su carta intelata
Bozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957, olio su carta intelata, 48 × 59,5 cm. Nizza, Musée National Marc Chagall, MBMC 233. Credit: © Chagall®, by SIAE 2026. RMN-Grand Palais (Musée Marc Chagall) / Gérard Blot. Dist. Photo SCALA, Firenze.

Il 19 giugno alle ore 18.00 inaugura Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità, una grande mostra che riunisce 120 opere tra dipinti, sculture, gouache, disegni, incisioni, libri e ceramiche realizzate tra il 1922 e il 1980.


La rassegna, organizzata dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche Identitarie in collaborazione con il Museo Nazionale Marc Chagall e curata da Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, sarà visitabile fino al 25 ottobre 2026.

L’esposizione offre un’occasione unica in Italia per approfondire il rapporto tra la ricerca artistica di Marc Chagall e il testo sacro, attraverso una selezione di opere provenienti dal patrimonio del museo di Nizza. Come scrisse l’artista: «La Bibbia è la più grande fonte di poesia di tutti i tempi. Fin dall’infanzia ho cercato di ritrovarne il riflesso nella vita e nell’arte. La Bibbia è come una risonanza della natura, e ho cercato di trasmetterne il segreto».


Incentrata sulla dimensione poetica del messaggio biblico e del Cantico dei Cantici, la mostra esplora anche ambiti meno noti della produzione di Chagall, come la scultura — rappresentata, tra le altre, dalle opere Mosè e Cristo in croce (1952-1954) — e l’arte della vetrata. Una serie di maquette permette infatti di avvicinarsi alle grandi realizzazioni concepite per la Cattedrale di Metz, il Fraumünster e la sinagoga del centro ospedaliero Hadassah Medical Center.

La mostra coniuga dimensione spettacolare, mediazione culturale e ricerca scientifica, valorizzando l’opera di uno dei più importanti artisti del Novecento.


Informazioni Dal 20 Giugno 2026 al 25 Ottobre 2026

Luogo: Museo Archeologico Regionale di Aosta

Indirizzo: Piazza Pierre-Léonard Roncas, 1

Orari: Lun - Dom 09.00 - 19.00


 
 
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