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A cura di Francesco Manacorda con Marianna Vecellio, Chiara Bertola con Chiara Parisi e Beatrice Merz con Sébastien Delot


29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027

Manica Lunga, Terzo piano


Cremona Art Fair


La mostra è parte del progetto espositivo Marisa Merz – La danza delle ore organizzato con Fondazione Merz, Torino e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino


In occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita di Marisa Merz, tre importanti istituzioni organizzano insieme una mostra dedicata all’artista concepita in tre atti a cura di un team curatoriale per ciascuna sede espositiva.


Marisa Merz, unica protagonista femminile del movimento dell’Arte Povera, ha utilizzato molteplici linguaggi espressivi: pittura, scultura, disegno, video e installazione. I tre capitoli intendono dare vita a un ritratto corale e molteplice che rispecchi la profondità del suo contributo all’evoluzione dell’arte italiana e globale.





La mostra presso il Castello di Rivoli, partirà dalla ricostruzione di “E il naufragar m’è dolce in questo mare”, importante progetto espositivo che l’artista tenne nel 1980 presso la galleria torinese Tucci Russo e che poi replicò in occasione della Biennale d’Arte di Venezia lo stesso anno. In linea con la pratica dell’artista, l’installazione costituirà il fulcro espositivo da cui dirameranno temi e ricerca.







 

 
 

Prosegue il programma di "esposizioni su strada" di Palazzo Bentivoglio, ospitato nella vetrina dello spazio affacciato su via del Borgo di San Pietro, con un nuovo appuntamento: protagonista è l’opera di Meret Oppenheim una delle artiste più originali del surrealismo europeo.


Fino al 6 giugno 2026, mercoledì - sabato, ore 19.00 - 23.00

Cremona Art Fair
Meret Oppenheim, Traccia, 1972, garage BENTIVOGLIO, Palazzo Bentivoglio, Bologna, ph. Carlo Favero


Bologna, 21 maggio 2026. Prosegue il programma di “esposizioni su strada” di Palazzo Bentivoglio, ospitato nella vetrina dello spazio affacciato su via del Borgo di San Pietro. Fino al 6 giugno 2026, protagonista di garage BENTIVOGLIO è Traccia (1972) di Meret Oppenheim, opera in cui l’artista svizzera trasforma un oggetto d’arredo in una presenza ambigua e perturbante, sospesa tra memoria del passato e metamorfosi surrealista. Due zampe d’ottone fissate sotto un piano ellittico evocano infatti il residuo di una mutazione interrotta: una forma familiare che sfugge alla funzione e si apre invece a un immaginario poetico e animale. L’opera nasce nel contesto di Ultramobile, progetto promosso all’inizio degli anni Settanta da Simon, l’azienda fondata nel 1968 dall’imprenditore bolognese Dino Gavina insieme a Maria Simonicini. Dopo esperienze decisive come quelle di Gavina Spa e di Flos, Gavina inaugura con Simon una direzione radicalmente diversa, affidando agli artisti — più che ai designer — la possibilità di reinventare l’oggetto domestico. In controtendenza rispetto alle grandi trasformazioni del design italiano del periodo, attraversato dalle contestazioni studentesche e proletarie che fanno emergere nuovi bisogni e desideri sociali, Ultramobile si rivolge a un immaginario che attinge al dadaismo e al surrealismo, rieditando opere e intuizioni in cui la forma rinuncia a ogni finalità pratica per aprirsi alla dimensione poetica e simbolica.


Eva e Franco Mattes, Ceiling cat, 2016
Eva e Franco Mattes, Ceiling cat, 2016

In questi anni in cui il design italiano ridefinisce profondamente il proprio linguaggio, grazie anche al confronto internazionale e alla storica mostra curata da Emilio Ambasz al MoMA di New York, l’operazione di Gavina segue quindi una traiettoria differente. Come afferma il curatore Davide Trabucco, «non ha alcun rapporto con gli interrogativi di quegli anni. Le opere degli artisti non sono legate a nessun know-how aziendale, ma frutto dell’estro creativo del singolo; non vi è alcun rapporto tra forma e funzione e soprattutto più che prefigurare mondi, sembrano evocare rassicuranti vestigia del passato, che abbiamo già incontrato in qualche fantasia o momento onirico».


In Traccia, Oppenheim attinge a questa dimensione onirica e al proprio lessico surrealista zoomorfo per dare forma a un oggetto che si sottrae a ogni classificazione. Le zampe dorate che sorreggono il piano ellittico appartengono a un animale indefinibile: «troppo grandi per essere di una normale gallina, troppo piccole per appartenere forse a una creatura preistorica oramai estinta. Ma sopra il piano troviamo alcune tracce, altri simili hanno subito la stessa trasformazione, riuscendo però a volare via da noi».

 




 

 
 

prima personale dell’artista in Puglia

a cura d Raffaele Quattrone

29 maggio – 8 settembre 2026


Masseria Torre Maizza

Contrada Coccaro, Savelletri di Fasano, Bari


Dal 29 maggio fino all’8 settembre 2026, Masseria Torre Maizza accoglie “We Rise By Lifting Others”, progetto artistico di Marinella Senatore con la curatela di Raffaele Quattrone.

Prima personale dell’artista in Puglia, “We Rise By Lifting Others” prevede l’inserimento di sei opere che scandiscono gli spazi e trasformano l’indirizzo Rocco Forte Hotels in un percorso dove la luce tesse una relazione con temi legati alla comunità e alla memoria collettiva.


Cremona Art Fair


IL TEMA DELLA COMUNITÀ | Fulcro dell’intervento è l’opera che dà il nome al progetto: We Rise By Lifting Others, la più grande architettura luminosa mai realizzata dall’artista. Posizionata all’ingresso della tenuta, We Rise By Lifting Others è la voce solista che accoglie gli ospiti all’interno della masseria e, grazie alla sua scala monumentale, ne supera i confini per aprirsi in un dialogo con il territorio e la comunità circostante. “We Rise by Lifting Others parla di solidarietà, ma anche di interdipendenza e vulnerabilità. Ricorda che la crescita individuale non è mai davvero solo individuale” come ha affermato Marinella Senatore. “L’installazione crea un dialogo tra dentro e fuori, tra ospiti e territorio, superando confini fisici e simbolici”, aggiunge Raffaele Quattrone. Come un coro, l’inserimento di cinque ulteriori opere amplifica l’esperienza accompagnando gli ospiti che visitano la masseria in un percorso immersivo, allestito nello spazio che fu mangiatoia oggi dedicato alla convivialità.




IL TEMA DELLA MEMORIA | Il tema della comunità risuona all’unisono con quello della memoria, attraverso la valorizzazione più autentica della destinazione Puglia e dei suoi saperi. Attraverso elementi profondamente radicati nella cultura del territorio tanto da risultare contemporanei, “We Rise by Lifting Others” evoca le tradizioni che si rintracciano ancora oggi e affondano le proprie radici nel XVI secolo:

  • l’avvento dell’uso della luce quale trait d’union delle feste popolari e dei momenti collettivi;

  • l'impronta produttiva e paesaggistica di quest’area, con la fondazione delle masserie e gli uliveti di pertinenza.

“We Rise by Lifting Others” supera la dimensione puramente estetica per diventare un’esperienza di incontro, partecipazione e senso di appartenenza, in un contesto vocato all’ospitalità.

Nelle parole di Olga Polizzi, co-fondatrice del gruppo e direttrice del design, la collaborazione con Marinella Senatore rispecchia l’affinità valoriale: Rocco Forte Hotels è da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e sociale nelle destinazioni in cui opera, dove promuove un’idea di ospitalità fondata su autenticità, partecipazione e valore dei momenti condivisi. Tutti elementi rintracciabili nella pratica dell’artista e nel progetto “We Rise By Lifting Others”.

 



SCHEDA TECNICA

Artista: Marinella Senatore 

Titolo: We Rise By Lifting Others

A cura di Raffaele Quattrone 

Progetto realizzato in collaborazione con galleria Mazzoleni;

dal 29 maggio all’8 settembre 2026;

Masseria Torre Maizza, Contrada Coccaro, Savelletri di Fasano, Brindisi


BIOGRAFIE


Marinella Senatore | Cava de’ Tirreni, 1977 - Artista multidisciplinare formatasi nel campo della musica, delle arti visive e del cinema. La sua pratica è caratterizzata da una forte dimensione collettiva e partecipativa, combinando ricerca estetica e impegno sociale attraverso installazioni, performance e interventi nello spazio pubblico. Nel 2012 ha fondato la School of Narrative Dance (SOND), una scuola nomade, gratuita e non gerarchica che propone un modello educativo alternativo basato su empowerment e autoeducazione. In oltre dieci anni, la SOND ha realizzato progetti in più di 23 Paesi coinvolgendo circa 8 milioni di persone. Elemento centrale della sua ricerca è la luce, intesa come strumento narrativo e di coesione sociale. Le sue grandi sculture luminose – realizzate artigianalmente in Puglia e ispirate alla tradizione delle luminarie del Sud Italia – sono state presentate in musei, spazi pubblici e festival internazionali, tra i quali Art Unlimited ad Art Basel e il Noor Festival di Riyadh. Le opere di Senatore sono state esposte e commissionate da importanti istituzioni internazionali, tra le quali Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), Centre Pompidou (Parigi), Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (Torino), Serpentine Gallery (Londra), Palais de Tokyo (Parigi), MAXXI (Roma), Palazzo Strozzi (Firenze), Kunsthaus Zürich, Museum der Moderne (Salisburgo), High Line (New York), Peggy Guggenheim Collection (Venezia), e Berlinische Galerie (Berlino). L’artista, nominata recentemente artista dell’anno 2026 dalla GNAMC di Roma, ha inoltre partecipato a numerose biennali internazionali, tra le quali la Biennale di Venezia e la Biennale di San Paolo.


 

 
 
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